Maria Stella Rasetti, bibliotecaria |
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Bigiù e babà (dal 1° al 29 febbraio 2012) |
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Mercoledì 1 febbraio 2012: Eccesso di zelo (Tag: Cose che succedono) Raggiungere Pistoia stamani è stato più facile del previsto: le difficoltà si sono presentate solo sul tratto Cascina-Pisa; da lì in poi l'autostrada A11 e la viabilità cittadina di Pistoia non ci hanno creato alcun problema. Un vero e proprio eccesso di zelo ha portato alla chiusura di quasi tutte le scuole in Toscana, ai divieti di transito nei confronti dei mezzi pesanti, là dove invece non c’era alcun bisogno di ricorrere a misure straordinarie. E' stato sconcertante oggi ritrovarsi in una Piazza del Duomo completamente sgombra dai banchetti del mercato: tutti gli ambulanti sembrano aver segretamente concordato la strategia di rimanere al caldo sotto le coperte, pensando di trovare una città completamente imbiancata. Di bianco, invece, nemmeno l’ombra. Il freddo è intenso, ma non c'è alcun problema in vista. Mi viene da domandarmi perché si indulga a drammatizzare ogni evento, trasformando una normale giornata d'inverno in una situazione emergenziale. Come se l'emergenza fosse l'unica normalità possibile. |
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Giovedì 2 febbraio 2012: Niente Gomorra, stasera al Manzoni Nonostante di neve non ci sia neppure l'ombra, stasera non c'è spettacolo al Manzoni. Il calendario prevedeva l'andata in scena di "Gomorra", una pièce teatrale di Mario Gelardi e Roberto Saviano. Il freddo è comunque intenso, e non disdegnamo, dunque, di tornare a Cascina per rintanarci al calduccio. Qui ci guardiamo, stesi sul divano e con tanto di Gatta Franca sulle ginocchia, Vi presento Joe Black, un film che avevo perso sia al cinema nel 1998 sia in DVD dieci anni dopo (senza peraltro dolermene più di tanto). Niente di che, a parte la bellezza ancora adolescenziale di Brad Pitt, nelle vesti dell'Angelo della Morte, chiamato a portare via con sé William Parrish, un uomo che sta per compiere 65 anni e che incarna il perfetto stereotipo di chi ha avuto tutto dalla vita: soldi, fama, una bella famiglia, un cuore ancora perfettamente in grado di provare sentimenti autentici. John Hopkins, si sa, è un grandissimo attore, capace di tenere banco anche di fronte a una storiuccia così e così. Brad Pitt si è impegnato a sperimentare il cimento di due espressioni diverse sul volto, e ci è quasi riuscito. Mi sono addormentata solo una volta, giuro, durante tutto il film. |
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Venerdì 3 febbraio 2012: Preventivi e programmi (Tag: Organizziamoci) Ogni tanto accadono fenomeni "curiosi" nella mia vita. Niente di cui preoccuparsi, per carità. Di curioso c'è il fatto che alcuni eventi non capitano per mesi e mesi, e poi, nel giro di qualche giorno, le stesse situazioni si ripropongono fitte fitte, quasi si fossero date appuntamento più o meno nelle stesse ore. Mi spiego: negli ultimi quindici anni ho affiancato stabilmente al lavoro pubblico anche una serie di attività professionali private, soprattutto sul fronte formativo. Fino al 2008 le uscite sono state numerose, grazie ad una situazione professionale più semplice, dalla quale mi era possibile allontanarmi impiegando ferie e recuperi. Dal 2008 in poi l'impegno pistoiese, ben più pesante, mi ha reso più difficile allontanarmi dall'ufficio: complici da un lato l'impossibilità di utilizzare allo scopo le centinaia di ore lavorate in più rispetto agli impegni contrattuali (che sono automaticamente regalate all'azienda), e dall'altro una generale riduzione degli interventi formativi da parte degli enti pubblici, vincolati dal 2011 ad abbattere di almeno il 50% le risorse destinate all'aggiornamento professionale rispetto al 2009. Fatto sta che per alcuni mesi, a parte l'impegno milanese di metà gennaio, non ho ricevuto richieste di partecipazione a corsi e seminari: un silenzio che non mi ha fatto certo soffrire, vista la quantità industriale di lavoro pubblico che mi sono sobbarcata in quest'ultimo periodo. Dunque silenzio in sala, fino a questa settimana, quando è stato tutto un pullulare di richieste da varie regioni d'Italia per nuovi seminari e nuovi laboratori didattici on site: chissà che questi "segnali" non preludano ad altri cambiamenti imminenti. Per adesso, affrontando una questione alla volta, mi dedico a preparare nuovi programmi di attività, a corredarli dei preventivi richiesti, a pianificare nuove partenze in agenda. Chi vivrà vedrà. |
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Sabato 4 febbraio 2012: Premio alla carriera per l'artista Valerio Gelli Giornata di lavoro a Pistoia, durante la quale - sia pure a ritmi meno intensi - riesco a chiudere almeno una partita importante che incombeva da protagonista sulle mie quotidiane preoccupazioni. Nel pomeriggio, più leggera nello spirito, vado con Antonio a fare un giro in centro (è freddissimo anche oggi), prima di partecipare, alla Forteguerriana, alla cerimonia di conferimento del premio alla carriera da parte della Brigata del Leoncino all'artista Valerio Gelli. Il catalogo degli ultimi disegni, pubblicato per l'occasione, ci regala uno stile "fotonico": il tratto è ormai dissolto a favore di formazioni nuvolose in grado di restituire la forma delle siepi, degli alberi, dei nidi. Anche la rappresentazione di San Francesco è piena di vibrazioni: tutte le sue opere si muovono con grande intensità. Davvero un bell'incontro. |
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Domenica 5 febbraio 2012: C'è del formaggio da spostare? Tra i miei libri cult, quelli che hanno giocato una parte importante nella costruzione dei miei atteggiamenti migliori, c'è Chi ha spostato il mio formaggio? di Spencer Johnson: un libriccino in forma di apologo che si propone di aiutare i lettori ad attivare reazioni efficienti ed efficaci nei confronti di un cambiamento non atteso, e soprattutto non gradito. La storiella di Nasofino e Trottolino mi è servita, anni addietro, per comprendere una profonda verità: quando qualcosa va storto (e ogni tanto qualcosa va storto davvero), possiamo sbraitare, lamentarci, recriminare, fare ricorso, andare dall'avvocato perché ci difenda dal sopruso che abbiamo subito. Ma riusciremo a far fronte all'inghippo solo quando andremo oltre i lamenti e le recriminazioni, per dare vita alla nostra personale strategia di cambiamento. C'è anche chi l'ha odiato, questo libretto: vedi, ad esempio questo post. Mi viene da pensare che sia troppo facile recitare la parte degli "aristocratici", dicendo di preferire "Il rosso e il nero" di Stendhal quale romanzo di formazione. Chi critica questi libretti di solito si fa un pochino prendere dall'invidia nei confronti di autori divenuti miliardari avendo scritto cose che anche noi avremmo potuto scrivere. Noi avremmo potuto scrivere cose ben migliori, ma non le abbiamo scritte, e perciò non siamo diventati miliardari. Ma passiamo oltre. Dicevo: questa storia del formaggio mi era piaciuta parecchio, e continuo a consigliarla: addirittura la inserisco tra le proposte di lettura nei miei corsi. Così, quando, nei giorni scorsi, ho visto occhieggiare dagli scaffali della Edison il nuovo titolo "Io ho spostato il tuo formaggio", non ho detto né a né ba: l'ho messo subito sottobraccio e mi sono diretta alla cassa. Perché se tanto mi dà tanto, anche questa doveva essere una storia ganzissima. Il libretto è dedicato a "tutti quelli che si rifiutano di vivere come topi nel labirinto di qualcun altro", e perciò si presenta con l'intento di superare la proposta di Spencer Johnson. La lezione dei tre nuovi topi protagonisti, Max, Big e Zed, è quella di chi non limita la propria azione all'adattamento positivo, ma si propone di cambiare le regole del labirinto o addirittura uscirne fuori. Non avverto nessun conflitto tra i due punti di vista: mi viene da dire, infatti, che in alcuni casi bisogna adattarsi, in altri c'è margine per cambiare le regole. Si è saggi solo quando si riesce a distinguere in quale delle due situazioni ci veniamo volta volta a trovare. |
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Lunedì 6 febbraio 2012: Volontariato in biblioteca Oggi sulla lista professionale dei bibliotecari si è scatenata una bella discussione sul tema del volontariato in biblioteca. Il punto di partenza è rappresentato da un articolo apparso sulla Repubblica nei giorni scorsi, nei quali una illustre collega ha fatto un riferimento al rapporto tra il personale dipendente e i volontari nelle biblioteche pubbliche, il primo sempre più stanco, invecchiato e demotivato, e i secondi pieni di energie fresche, motivati e preparati. A partire da questo riferimento si è aperto un dibattito intenso, destinato a svilupparsi anche nei giorni a venire. Il tema del rapporto tra lavoro retribuito e lavoro volontario è un tema vecchio e doloroso; la dimensione del dolore nasce dalla mancata identificazione tra il concetto di lavoro retribuito e quello di lavoro professionale. Se non fosse così, allora potremmo sempre dire: Vi fareste operare da una persona che ama la medicina, che magari ha un sacco di libri a casa sull’argomento, o preferireste affidare la vostra vita ad un medico vero, con tanto di laurea e iscrizione all’albo professionale? Vorreste che l’aereo sul quale viaggiate venisse guidato da un signore che fin da bambino ha amato collezionare modellini d’aereo, o preferireste un vero pilota? Trasferiamoci in biblioteca: siamo davvero certi che gli operatori inquadrati nei ruoli delle patrie biblioteche siano davvero professionisti dell’informazione? Purtroppo siamo certi del contrario. E proprio perché da nord a sud rileviamo una presenza preoccupante di operatori di ruolo sprovvisti di professionalità e di spirito di servizio, ecco che la crisi avrà l’effetto di indurre almeno alcuni amministratori (e magari non solo i più caproni) a ritenere che sia giusto e addirittura virtuoso risparmiare sui conti pubblici, affidando la gestione delle biblioteche a volontari gentili e volenterosi, capaci di sorridere e di tenere aperta la bottega anche fino a mezzanotte. E ci sarà qualche amministratore che potrà pure pensare che le biblioteche possano prosperare anche senza direttore. Tanto, che cosa mai fa un direttore di biblioteca? Tutte cose che può fare qualcun altro, magari un filino meno bene. Ma un filino bene va bene lo stesso, no? Come ebbe a dirmi un sindaco appena insediato, ormai tantissimi anni fa, in un momento in cui aveva bisogno di dare qualche sforbiciata al bilancio: “Ma puoi farla funzionare un pochino meno bene, la tua biblioteca?” Quel sindaco non aveva capito, purtroppo per i cittadini di quel comune, che la biblioteca di cui parlava era la sua, non la mia. Mala tempora currunt, ieri come oggi. |
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Martedì 7 febbraio 2012: Grandissima Etta Il recente spot dell'ENEL ha riportato alla ribalta in TV una canzone assolutamente adorabile, At last, nella insuperata interpretazione della grandissima Etta James, scomparsa pochi giorni fa (cfr. articolo su Repubblica). Assoluta lady del blues, Edda, un po' bianca e un po' nera, ha trasformato questa straordinaria canzone in un cult. Su "At last" si sono cimentate artiste straordinarie, come Beyoncé (ascolta!), Celine Dion (ascolta!), Cindy Lauper (ascolta!). Ma niente è all'altezza di Etta. |
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Mercoledì 8 febbraio 2012: La fabbrica di cioccolato La giornata è stata piuttosto intensa. Niente di diverso dal solito, per carità. Però ci sono delle serate nelle quali rimane qualche energia positiva da mettere in campo, e altre serate nelle quali vale la pena piazzarsi in versione orizzontale sul divano di casa (questa sera quello di Pistoia) con in mano il telecomando della TV e sulle gambe la copertina di pile azzurro dell’Ikea, che lavora in simbiosi con la caldaia mandata a palla per scacciare le malinconie della serata rigidissima. Le operazioni di spippolamento sono felici, perché incappo su un film che rivedo molto volentieri: La fabbrica di cioccolato nella versione più moderna di Tim Burton, con un giovane e cadaverico Johnny Depp nel ruolo di Willy Wonka. Tim Burton è, si sa, un vero genio del ciak. I costumi di Gabriella Pescucci (che per questo film meritò una nomination all’Oscar 2006) sono veramente deliziosi. Ma qua è il grande Roald Dahl a fare da padrone, con una storia tenera e fantastica, dolce (è il caso di dirlo!), ma anche crudele. Le storie di Dahl hanno popolato le letture dei miei primi anni di lavoro in biblioteca: ricordo la passione per il “GGG”, il grande gigante gentile che faceva di mestiere l’acchiappasogni; “Gli Sporcelli”, i coniugi più perfidi del mondo, che si facevano dispetti a suon di Colla Nontimolla; per non parlare delle straordinarie “Streghe”, di “Matilde”, e delle straordinarie poesie raccolte in “Sporche bestie” e “Versi perversi”. Tutti questi libri (assieme ad alte opere dello stesso Dahl) stanno in uno scaffale ben preciso del mio cuore di lettrice: quello dedicato ai libri “intoccabili”. Libri da piccoli, ma anche da grandi. La storia del piccolo Charlie mi richiama alla memoria una visita indimenticabile fatta molti anni fa al Museo Alprose di Caslano, nei pressi del lago di Lugano, subito passata la frontiera con la Svizzera, dove una graziosa signorina accoglieva i visitatori offrendo un biscottino intinto nel cioccolato caldo zampillante da una fontana. Ricordo che il percorso museale prevedeva, oltre ad una serie di pannelli didattici sulla storia del cacao, con tanto di sacchi di juta ricolmi di semi, una vera e propria visita alla fabbrica: grazie ad una passerella sopraelevata, è possibile osservare le varie fasi di lavorazione del cioccolato, dal cacao liquido fino alla intavolazione e all’imballaggio. Non so se gli operai della Alprose gradiscano di essere assimilati agli Oompa Loompa, ma posso giurare e spergiurare che il profumo che si respira durante la visita è a dir poco fantastico! Al termine del percorso, c’è uno spaccio dove si possono acquistare tavolette e scarti di lavorazione a prezzi concorrenziali. Impossibile restistere, of course. Mmmm, al solo ricordo mi sento ingrassata di mezzo chilo. |
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Giovedì 9 febbraio 2012: La gestione dei conflitti Mattinata di “tregua” sia pure parziale: è tempo di formazione per i dirigenti del Comune di Pistoia. Il cellulare squilla di frequente, le interruzioni fanno parte del gioco, ma qualcosa di buono sono riuscita a trarre dall’incontro tenuto da Raffaello Martini, uno psicologo di comunità che conosco da tanto tempo, grazie ai numerosi contatti intercorsi in occasione di precedenti situazioni professionali. Il tema con il quale il gruppo dei dirigenti comunali si confronta con l'esperto è quello dei conflitti e della loro gestione. Ci appassioniamo sul confronto filologico tra competizione e conflitto, per poi focalizzare l'attenzione sull’impatto delle emozioni primarie (paura, rabbia, desiderio...) nella degenerazione della competizione in conflitto. Ormai il tema del benessere nelle organizzazioni è diventato un must della nostra riflessione professionale: non c'è corso di formazione che non affronti la dimensione relazionale del lavoro, soprattutto quando i destinatari dell’evento formativo appartengono ai quadri superiori dell’organizzazione. Ho però la sensazione che in alcuni momenti (ma per fortuna non in questo) la trattazione del tema della comunicazione all’interno dell’organizzazione, della leadership, della motivazione, della facilitazione e della concertazione, sia trattato in modo “ingenuo”, parlando di “obiettivi aziendali”, di “merito”, di “condivisione” come se non esistessero alcune brutte bestiacce che sono capaci di piazzare morsi tremendi sul nostro didietro: la corruzione, il ricatto, l’interesse personale, il familismo, la stupidità. Menomale che ci sono posti come Pistoia, dove queste brutte bestiacce non sono più grandi di un topolino. |
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Venerdì 10 febbraio 2012: Aria di neve: meglio tornare a casa Dopo il mattino dedicato agli affari pistoiesi, sfido il freddo e il gelo per andare a Firenze, dove trovo ad aspettarmi alcune studentesse pronte a sostenere l'esame di Biblioteconomia presso la Facoltà di Scienze della formazione. Il freddo è intensissimo, ma non c'è neve, per cui il rientro a Pistoia si svolge in serenità. Neppure qui c'è neve, ma su Pisa si preannuncia una situazione più difficile, per cui in serata torniamo alla casa di Cascina, per controllare che i problemi idrici verificatisi in giornata siano risolti, la caldaia funzioni e Gatta Franca stia al calduccio. Purtroppo ci perdiamo lo spettacolo al Funaro al quale ero stata invitata: mi dispiace molto non potermi godere "Anna Karenina", ma il timore di un guasto lasciato senza controllo mi induce ad anteporre il dovere al piacere. A casa troviamo per fortuna tutto a posto: non c'è neve per strada, se non quella residua dalla settimana scorsa. C'è così tempo per rilassarci un po': io ne approfitto per cominciare la programmazione didattica per il nuovo anno accademico, definendo i contenuti delle lezioni, scegliendo i temi da approfondire con gli studenti e predisponendo una ipotesi di uscite didattiche presso alcune biblioteche fiorentine. Programmare le attività didattiche di marzo e aprile mi fa sentire un piccolissimo odore di primavera. |
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Sabato 11 febbraio 2012: Vedere gente, fare cose, a Pistoia Oggi non c'è stato verso di stare un attimo ferma: di mattina, dopo un po' di lavoro in ufficio, alle 11 c'è stata l'inaugurazione della mostra Pistoia è casa mia alle Sale Affrescate: il Sindaco Berti ha presentato alla città un resoconto dei suoi 10 anni di mandato amministrativo, ripercorrendo attraverso gli eventi le più significative realizzazioni di questi anni. Tra le realizzazioni al top, sicuramente la Biblioteca San Giorgio, col il suo bel milione e duecentomila visitatori dall'apertura a fine 2011. Pomeriggio al Villone Puccini, dove si inaugura I busti ritrovati, una mostra voluta dal Rotary Club di Pistoia Montecatini per valorizzare alcuni busti di proprietà comunale ritraenti gli uomini illustri dell'ottocento pistoiese. Sera al Manzoni, dove ci godiamo La lampadina galleggiante di Woody Allen, per la regia di Armando Pugliese: uno spettacolo molto gradevole, realizzato con professionalità da un bel piccolo gruppo di attori. |
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Domenica 12 febbraio 2012: Domenica all'insegna della casalinghitudine Ahhh, oggi una vera giornata di riposo, completamente dedicata alle lavatrici da trenta e da sessanta e al riordino dell'armadio da inverno e da estate. Ho riordinato tutti gli orecchini, per scoprire di tenere in casa ben sei orfani di fratello gemello: orecchini che soffrono di solitudine, e che difficilmente potranno uscire di nuovo dallo scatolino foderato di velluto rosso e ricoperto di lamina d'argento sbalzata. E poi l'ufficio domestico: un incredibile bailamme di carte che ora hanno preso ciascuna la propria direzione: tutto è di nuovo lindo e pinto. Persino i soprammobili sono equidistanti tra loro, cantando il loro inno a Euclide. E che dire dei cassetti ora perfetti, che quasi dispiace doversi cambiare d'abito, domattina? Rimane solo un piccolo scaffale dell'armadio bianco ancora in versione tzunami: lì ho riposto in modalità creativa tutto quello che non ho ancora indirizzato al posto giusto. E' uno scaffale ufficio-di-collocamento, con gli impiegati fuori servizio almeno fino alla prossima settimana. Sono soddisfazioni. |
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Lunedì 13 febbraio 2012: A Villa La Magia per il numero 5 di Naturart La giornata scorre a pieno ritmo, per accompagnarci verso una gradevole serata a Villa La Magia a Quarrata, dove la Giorgio Tesi Group presenta il numero 5 della bella rivista Naturart. Siamo nella limonaia di ponente, gremita di pubblico accorso per festeggiare le bellezze pistoiesi illustrate in questo numero, come ad esempio il Coro Città di Pistoia, la Fabroniana, il Teatro Funaro. Lo scenario è magnifico: il freddo intenso ancora non permette di godersi il bel giardino a parterre, né di avvicinarsi troppo alla fontana di Daniel Buren. Ci ripromettiamo di tornare qui tra un mesetto, magari domenica 18 marzo, quando abbiamo in programma di festeggiare in modo speciale il nostro 51esimo compleanno. |
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Martedì 14 febbraio 2012: San Valentino Ci sono giornate in cui mi sembra di girare come il criceto nella ruota: via via via via con quelle zampette, e sono sempre lì. Oggi è stata una di quelle giornate. E' stato tutto un rutilare di fogli, mail, appunti, telefonate, ma alcune cose che avevo ferma intenzione di completare sono rimaste allo stato semibrado. L'umore è stato basso per tutto il giorno. Ma l'arrivo in ufficio di una splendida rosa rossa, accompagnata, in una mise d'eccezione, da un cuore di legno rigorosamente shabby chic, mi ha riportato alla consapevolezza di essere una donna davvero davvero fortunata. Grazie, Antonio. |
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Mercoledì 15 febbraio 2012: Una giornata positiva Oggi è stata davvero una bella giornata: positiva, piena di attività portate a compimento, tante piccole cose istradate nei binari giusti, riunioni efficaci, incontri, contatti e telefonate andate a buon fine. Certo, gli arretrati continuano a guardarmi in cagnesco, così come rimane alta la pila delle mail arrivate a cui non ho ancora dato risposta. Ma il mio spread personale rispetto alle quotazioni da "dirigente perfetta" oggi è un po' più basso del solito. Mi sento forte e serena. Soddisfatta dei risultati. Sto bene, e mi scopro in versione "avanti tutta". Le sensazioni positive della giornata dal "personale" passano al "politico", quando sento al telegiornale che il presidente del Consiglio Monti ha chiuso la partita della candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020: finalmente un bel NO allo spreco, al cemento inutile, al malaffare e alla furbizia. Finalmente. Stiamo piano piano diventando un paese serio, governato da gente seria. La rinuncia alla candidatura di Roma per le Olimpiadi è un atto di responsabilità e di serietà politica: virtù del tutto sconosciute alla nostra classe politica. Bravo Monti, ci aiuti a diventare migliori. |
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Giovedì 16 febbraio 2012: A proposito di Schmidt approfitto della serata solitaria (Antonio è a cena con amici) per raggomitolarmi sul divano di casa nella copertina azzurra, per guardarmi il film "A proposito di Schmidt", di Alexander Payne. Lo avevo già visto a suo tempo, ma ho avuto piacere di rivederlo in DVD, più o meno dieci anni dopo la sua uscita nelle sale. Straordinaria e insuperabile la scena iniziale: quella in cui Jack Nicholson, con una espressione stralunata sul volto, in un ufficio quasi del tutto sgomberato, fissa le lancette dell'orologio finché non scattano sulle cinque, per poi alzarsi, prendere l'impermeabile, spengere la luce e uscire per sempre dall'ufficio dove ha lavorato una vita intera come impiegato di concetto. E' arrivata la pensione per Warren Schmidt, un vero "impiegato medio" ormai imbolsito e invecchiato, col riporto, con una moglie di cui non sopporta più neppure l'odore, e una figlia lontana che si è innamorata di un perfetto imbecille. Per non parlare del giovane bastardo che ha preso il suo posto nella compagnia assicurativa. In questo quadro tragico, gli unici aspetti positivi sono un camper superattrezzato che la moglie gli ha regalato per inseguire l'avventura di una nuova vita, e l'adozione a distanza attivata a favore di un bambinetto africano. Alle prese con i conti che non tornano per una vita che all'improvviso appare priva di significato, il vecchio Warren si commuove quando il piccolo Ngubu gli manda dall'Africa un disegno che lo rappresenta per mano al suo lontano padre adottivo. Una frase che mi è particolarmente piaciuta: "Lo so, siamo tutti ben poca cosa di fronte all'Universo e suppongo che il massimo che uno possa sperare è di fare qualche volta la differenza. Ma io quando mai ho fatto la differenza? C'è una cosa al mondo migliorata grazie a me?" |
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Venerdì 17 febbraio 2012: Fidapa e la leadership al femminile Anche oggi tantissime le attività messe in cantiere tra le 9 e le 19 su diversi "fronti di guerra". Particolarmente interessante la riunione con le socie FIDAPA, svoltasi nel pomeriggio presso la sede di via dei Cancellieri, per mettere a punto una ipotesi di ricerca sulle carriere dirigenti femminili nella provincia di Pistoia, da utilizzare come "materia prima" per il convegno sul femminile che stiamo approntando per maggio. Scoprire quali sono i vincoli, gli ostacoli, le fatiche a cui le donne hanno dovuto far fronte in questa città per arrivare al vertice, scoprire quali soddisfazioni hanno incontrato potrà rappresentare un utile contributo alla conoscenza di quello che ormai sempre più abbiamo imparato a chiamare "Effetto D". E proprio questo è il titolo di un recente libro, che ancora non ho letto ma che vorrò leggere presto, nel quale le studiose Mallen e D'Ambrosio Marri hanno raccontato alcune storie di leader donne, che hanno portato uno specifico slancio innovatore nelle organizzazioni di cui hanno scalato le vette (cfr. intervista). Esiste un modo "femminile" di essere leader? L'attenzione all'ascolto, la cura delle relazioni, la capacità di mediare i conflitti, l'adozione di scelte etiche sono tutte modalità femminili che possono trovare la forza di cambiare lo stile e l'anima delle nostre organizzazioni. |
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Sabato 18 febbraio 2012: In giro per Pistoia, in compagnia di due simpatici colleghi bresciani Oggi sono venuti alla San Giorgio due giovani colleghi bresciani; anni addietro avevo avuto modo di incontrare uno dei due in occasione di un corso di aggiornamento che avevo tenuto da quelle parti, e nel tempo ci eravamo tenuti sporadicamente in contatto, con qualche mail informativa o qualche richiesta di approfondimento sui temi che avevamo trattato durante il corso. Poi l'annuncio della loro visita a Pistoia, in occasione di un week-end di relax, ma con qualche elemento di professione (d'altronde, i bibliotecari sono come i carabinieri: in servizio 24 ore su 24, persino durante le ferie!). Pur non rinunciando alle riunioni in programma, dedico a loro una parte della mattinata per mostrare loro la biblioteca (grande com'è, mica si fa una visita in un'oretta...). Andiamo a pranzo alla BotteGaja, e da lì ci facciamo una bella passeggiata in centro, per poi raggiungere la Forteguerriana, dove alle 16.30 ci aspetta una conferenza di Maurizio Vivarelli sul futuro del libro. Alle 17.30, lasciando gli ospiti nelle preziose mani di Antonio, mi devo muovere verso il Bolognini, per presenziare alla cerimonia di premiazione della 75a edizione del Premio Vallecorsi, che offre ai partecipanti l'opportunità di vedere da vicino alcuni "mostri sacri del teatro", come Milena Vukotic e Ugo Pagliai, ma anche godersi la messa in scena della pièce vincitrice. Lo spettacolo termina alle 19.30: giusto in tempo per incontrare di nuovo gli amici e andare con loro alla Pizzeria Apicio, per poi alle nove andare al Manzoni, dove ci aspetta lo spettacolo "The History Boys", tratto dall'omonimo romanzo di Alan Bennett. Lo spettacolo è molto gradevole, ma forse un po' troppo lungo: arriviamo a casa quasi alle due di notte. La piacevole giornata è stata tormentata da un brutto raffreddore, che per fortuna non mi ha causato attacchi di tosse: con quelli non avrei potuto certo mettere piede in teatro. |
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Domenica 19 febbraio 2012: Raffreddore Oggi sono prigioniera del raffreddore: mal di testa, mal di tutto. Impossibile dedicarsi ad alcunché. Gli spruzzi di Vicks Sinex sembrano non sortire alcun effetto, giacché ho l'impressione di non poter respirare. Gatta Franca è preoccupatissima, e non si allontana neppure per un minuto dal mio letto di dolore. Domani riparte una settimana intensa, e non posso proprio permettermi di mollare. Ce la farò? Bevo religiosamente acqua calda con dentro il Tachiflu, con effetti zero. Aiudo, sdo brobrio uno sghifo. |
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Lunedì 20 febbraio 2012: In paradiso con il panetto cremino e gianduia di Slitti Oggi il raffreddore ha raggiunto il suo punto massimo, ma non mi faccio fermare da qualche linea di febbre in più. Arrivo in ufficio un po' più tardi, a causa di un esame medico di controllo, del tutto routinario ma importante, per poi rimanere a prendermi cura delle varie cose di cui mi occupo fino verso le 17. Mi ritiro a casa, dunque, un po' prima del solito, per cercare di recuperare le energie in vista dei tanti impegni di domani. A titolo di splendida terapia (consigliabile a tutti, e a fronte di qualunque malattia), assaporo una fetta mastodontica di "Panetto" al cremino e gianduia acquistato presso la Pasticceria Slitti di Monsummano Terme. Si tratta di una esperienza quasi mistica: il sapore del cremino si fonde con quello del gianduia, sprigionando un retrogusto di nocciole intenso e incantevole. Mi domando quante ore di vita avrà un panetto da 600 grammi. Poche, pochissime. |
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Martedì 21 febbraio 2012: Tutti a scuola da Brunetta Stamattina tutti noi dirigenti del Comune di Pistoia siamo tornati a scuola: è il momento per noi di imparare a gestire bene il ciclo della performance. E siccome non si frigge con l'acqua, abbiamo una esperta della funzione pubblica, giovane ma molto preparata, che ci racconta vizi e virtù della riforma Brunetta. Che il decreto 150 del 2009 introduca un profondo cambiamento "culturale" nella macchina della Pubblica Amministrazione è fuori discussione; che sia in gran parte ancora inattuato è un dato di fatto altrettanto incontrovertibile. Che il retropensiero che lo guida sia quello di chi disdegna la Pubblica Amministrazione, non si fida di lei "a prescindere" e ritiene che "meno stato" sia sempre "meglio" è una considerazione amaramente condivisa tra i partecipanti al corso. Riflettiamo sul profondo cambiamento di prospettiva operato dal concetto di trasparenza, che dalla semplice garanzia di accesso agli atti, su richiesta, e da parte dei soggetti portatori di interessi specifici, si ribalta in un obbligo a mostrare "ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell'attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità". Chi lavora nella Pubblica Amministrazione, come noi, sa che cosa c'è dietro l'idea del controllo diffuso. In una organizzazione che per molto tempo e in molti luoghi ha ignorato il merito a favore di altri metodi di selezione e reclutamento del personale (come ad esempio la parentela o l'appartenenza politica) non sarà facile percorrere la lunga strada che porta dal godimento dello stipendio al rispetto dell'adempimento, per arrivare al raggiungimento degli obiettivi e da lì innalzarsi alle vette della performance. Ma a noi le sfide garbano, e parecchio. Quindi, continuiamo il cammino, che la pensione è lontanissima, e cose da fare ce n'è a montagne. |
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Mercoledì 22 febbraio 2012: Guardando ai Mondiali di ciclismo 2013 In una ventosissima Firenze si svolge oggi la riunione di tutti gli enti aderenti al Comitato istituzionale dei Mondiali di ciclismo 2013, assieme al Comitato organizzatore e al gruppo tecnico che sta curando per conto degli enti le procedure relative ai lavori stradali necessari per approntare il tracciato in vista dei campionati del settembre 2013. La riunione vede come ospiti alcuni funzionari del Dipartimento della Protezione Civile, che stanno curando l'istruttoria dell'istanza, inviata al Governo dalla Regione Toscana, di riconoscere il carattere di Grande Evento a questo mondiale. Di grande c'è sicuramente il budget: 50 milioni di euro per i lavori, 15 milioni di euro per le spese di organizzazione (di cui 6 circa a vantaggio dell'Unione Ciclistica Internazionale). Manca la metà del budget, che il comitato spera possa venire dalle casse dello stato. Ma, si sa, non è un bel momento per la finanza pubblica. Quel che è certo è che, se Roma ha potuto ritirare la propria candidatura per le Olimpiadi 2020, ovvero prima dell'inizio dell'intera procedura, la Toscana difficilmente può fare marcia indietro, quando ormai tutto è già stato definito. La riunione rende l'idea della complessità dell'evento: dalla definizione della viabilità alternativa alle scelte in materia di assistenza sanitaria, dalla tempistica dei lavori da realizzare agli interventi volti a promuovere l'immagine della Toscana nel mondo, le cose da fare sono tantissime. Ma tante energie sono al lavoro... |
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Giovedì 23 febbraio 2012: Gomorra al Manzoni Lo spettacolo era stato programmato qualche settimana fa, poi l'effetto neve aveva consigliato il rinvio a tempi meteorologicamente più favorevoli. Ed eccoci qui stasera, in un teatro pieno solo a metà, per apprezzare la versione per le scene del romanzo di Roberto Saviano. Lo spettacolo, per la regia di Mario Gelardi, autore anche dei testi (assieme allo stesso Saviano), convince per l'efficacia della soluzione scenica e per la bravura degli attori, in grado di restituire con le proprie performance la concitazione, la violenza e la rapidità della vita criminale. I personaggi ansimano e si rincorrono, che si affaticano, che sfuggono da tutte le parti, come topi intrappolati nelle fogne. Come il libro, anche lo spettacolo presenta i due diversi livelli del crimine: quello "sporco", plebeo e disperato, di Pikachu e KitKat, due spacciatori che desiderano far carriera, e quello "pulito", imprenditoriale, rappresentato da Mariano e Stakeholder, che guidano le azioni criminali a distanza, senza mai sporcarsi le mani. Davvero un bello spettacolo, che abbiamo visto volentieri, al termine di una giornata molto intensa. |
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Venerdì 24 febbraio 2012: E' tempo di ricominciare a parlare di donne Le fatiche della giornata non ci fermano di fronte alla prospettiva di una bella serata al Funaro: e facciamo proprio bene a resistere alla tentazione di rimanere a casa, magari per farci un bel riposino sul divano, a cervello spento... E invece il cervello abbiamo dovuto tenerlo ben acceso, perché lo spettacolo "Libere" di Dora Donarelli e Tania Ferri ci costringe a pensare e a provare forti emozioni. Il testo, scritto da Cristina Comencini, racconta una storia che non c'è: quella dell'incontro casuale di due donne, una giovane e una più matura, nella sala d'aspetto di un medico. Le due donne non si conoscono, non si parlano, ma tra loro viene a svilupparsi un dialogo a distanza, che le porta a condividere un intero universo di significati, fatto di paure, sogni, aspettative, riflessioni sul sé. Geniale la soluzione drammaturgica di affidare alle voci fuori campo delle protagoniste stesse il compito di distinguere il dialogo "vero" (ridotto a pochissimi scambi di battute) dal dialogo intimo e interiore. Brave le attrici a investire sul volto e sul corpo tutta la propria espressività, capace di "seguire" il parlato fuori campo. Al termine dello spettacolo, un "giro di tavolo" davvero interessante coordinato da Chiara Mazzeo, consigliera di parità della Provincia di Pistoia, con Federica Fratoni (presidente della provincia di Pistoia), Gessica Beneforti (segretaria della CGIL), l'avvocato Cecilia Turco e le stesse attrici. Una serata di confronto e comunanza tra donne appartenenti a generazioni diverse, che hanno vissuto storie diverse, ma che - ieri come oggi - fanno i conti con la fatica e le opportunità dell'essere donna. |
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Sabato 25 febbraio 2012: Parlando di cucina alla Forteguerriana La Biblioteca Forteguerriana non sembrerebbe davvero la location ideale per una conversazione di argomento gastronomico: ma non bisogna mai fermarsi alla prima impressione. Perché la conferenza di questo pomeriggio è un vero e proprio evento culturale, organizzato da FIDAPA Pistoia in collaborazione con la Biblioteca stessa. ClaudiO Gori presenta un interessante diaporama dal titolo "Nella cucina del Vescovo di Luni", a cui fa seguito l'intervento di Iacopo Cassigoli sul rapporto tra toscanità e cucina nei secoli. Francesca Rafanelli ha mostrato un ricco florilegio di tavole e banchetti tratti dalla storia dell'arte, ed infine Alessandro Menchi ha offerto una interessante serie di spunti sul cibo nel cinema. Mi ha molto colpito, tra le tante sollecitazioni che i relatori hanno offerto ai numerosi intervenuti, la sottolineatura da parte di Iacopo Cassigoli del rapporto tra cibo e carattere locale: mentre i dolci siciliani sono dolci e morbidi (pensiamo alle cassate), mentre il babà napoletano è un tripudio di morbidezza, i dolci toscani e soprattutto pistoiesi sono durissimi, aridi e poveri: pensiamo agli stessi cantuccini, ai dolci di San Bartolomeo, ai berlingozzi. E' stata preparata una mostra documentaria, a partire dai libri della Biblioteca Forteguerriana, che non ho avuto modo di apprezzare e ammirare, per motivi di tempo: lo farò prima possibile, aspettando il nuovo appuntamento con la seconda puntata di questo ciclo di conferenze, in programma per il 10 marzo. |
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Domenica 26 febbraio 2012: Le Stelline sono vicine Il convegno delle Stelline è ormai vicino: siamo dunque alle porte del più importante appuntamento professionale per i bibliotecari italiani. Il titolo prescelto per quest'anno, I nuovi alfabeti della biblioteca, suggerisce la chiara centralità delle nuove tecnologie come "cuore" del cambiamento di paradigma per la biblioteca del presente e del futuro. Io parteciperò a questo convegno con un intervento, in programma per il pomeriggio di venerdì 16 marzo (vedi programma, pdf 1,67 Mb) sull'evoluzione della comunicazione. Oggi, cogliendo l'occasione della giornata di riposo, mi dedico alla stesura del testo della relazione, ampliando le sezioni già scritte e dedicandomi ad alcune letture di approfondimento. Le osservazioni che mi viene di proporre all'attenzione dei colleghi sono percorse da una vena di amara consapevolezza di ciò che non siamo stati capaci di fare, più che dall'ottimistica soddisfazione per ciò che si è stati in grado di fare: si tratta sicuramente di una "novità" nei miei atteggiamenti professionali. Complici, forse, la fatica di questi ultimi anni e l'invecchiamento. Un tempo si sarebbe detto la saggezza. |
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Lunedì 27 febbraio 2012: In arrivo gli e-book La nuova settimana si apre all'insegna delle nuove tecnologie, con un seminario tenuto dall'amico e collega Carlo Ghilli alla platea dei bibliotecari della rete REDOP. Il suo compito è quello di illustrarci l'esperienza accumulata dalla Biblioteca Comunale di Empoli da circa un anno con l'attivazione del servizio di e-book. L'introduzione di questi nuovi devices per la lettura ha permesso alla biblioteca di guadagnare celebrità sulla stampa nazionale e locale, specialistica e non, e perciò incrementare la percezione di valore presso gli amministratori. Se le motivazioni legate all'operazione di marketing mi hanno da sempre positivamente convinto, sono più scettica riguardo alle particolari scelte condotte sul fronte di quella che ci è stata presentata come una operazione di "arricchimento del catalogo": si sono inseriti in OPAC i dati bibliografici relativi alle risorse remote gratuite, disponibili liberamente in rete, che sono state replicate in una repository locale accessibile per il download dal catalogo. Dunque, la risorsa remota, recuperata da Liber Liber o dal Progetto Gutenberg o da altri portali del genere, è stata riprodotta, stoccata su un server empolese e infine catalogata come documento "posseduto" dalla biblioteca. In questo senso, la biblioteca risulta "integrare" le diverse manifestazioni di un'opera, offrendo al lettore la possibilità di accedere a più versioni dell'opera desiderata. Ho la sensazione che una operazione del genere, per quanto meritoria, rischi di portare la biblioteca fuori strada: perché la vera sfida non sta tanto nel facilitare l'utente nell'accesso a risorse già disponibili gratuitamente tramite la rete, ma nell'offrire all'utente la possibilità di accedere gratuitamente a risorse che altrimenti dovrebbe pagare, anche se sono in versione elettronica. Da qui la diversa scelta condotta dalla rete REDOP, che ha acquistato solo e-book "a pagamento", e che sta provvedendo proprio in questi giorni a scaricarli sulle decine di e-book readers che saranno messi in circolazione nelle biblioteche della provincia di Pistoia, nell'intento di avviare una campagna di alfabetizzazione all'uso di questi nuovi devices. |
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Martedì 28 febbraio 2012: Cose egiziane Giornata lunga lunga, come la scalinatella, e piena di buoni risultati. Anche oggi, sia pure solo a modo mio, sono riuscita a migliorare il "mondo" (ovviamente non proprio tutto il mondo, ma solo un pezzo piccolo). Parecchie cose messe a segno, molte altre (la maggioranza assoluta) ancora in attesa di essere processate. Forse un giorno sarò anch'io processata, sì, ma per direttissima, e per avere commesso un reato molto grave: quello di pensare di poter stare al passo con i miei impegni, e magari avere ancora il tempo di un giretto in centro. Serata di libertà: questa ce la prendiamo davvero, in compagnia di Patrizia e Roberto, felici reduci della crociera in Egitto: è un piacere sorbirci le centinaia di fotografie scattate, e farsi raccontare le tante avventure di una settimana davvero speciale. Patrizia mi ha portato dall'Egitto un sacco di regali molto belli: persino un gioiello d'oro con il mio nome scritto in geroglifico. Sono certa che il nuovo amuleto mi porterà una grandissima fortuna. |
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Mercoledì 29 febbraio 2012: Serata al Mèlos Il mese si chiude con una giornatona di taglia extra-large: mattina, pomeriggio e sera al lavoro. Le riunioni e gli incontri si susseguono lungo tutto il corso della giornata, segnando anche i destini dell'attività dei prossimi mesi. Sera al Mèlos, lo spazio delle musiche di via dei Macelli, dove l'Assessore alle Politiche Giovanili incontra i ragazzi dei Piloti del Caos e delle altre organizzazioni giovanili cittadine per definire una comune strategia di azione sul fronte delle attività per i giovani. Si parla di tempo libero, di lavoro, di luoghi di ritrovo: una serata sicuramente utile per progettare nuove attività, e soprattutto per consolidare le condizioni per una relazione efficace tra l'Amministrazione Pubblica e le diverse componenti del mondo giovanile pistoiese. I giovani pistoiesi si lamentano di non disporre di abbastanza opportunità in città: spazi dove ritrovarsi, locali dove passare il tempo libero, etc. Al di là delle difficoltà di lavoro (innegabili), ho la sensazione che in realtà i giovani di oggi abbiano a disposizione una quantità notevolmente più alta di occasioni e opportunità di quante ne avevamo noi ai nostri tempi. Ma può darsi, lo ammetto, che un giudizio del genere sconti gli effetti distorsivi della percezione personale, che, dopo i cinquanta, induce a pensare, sospirando, "Ai miei tempi...". La laudatio temporis acti è un segno di senilità incipiente. Però è vero che ai miei tempi non c'erano né San Giorgio, né Melos, né amministrazioni pubbliche che si attivavano alle dieci di sera per starti ad ascoltare. |