A partire da uno spassionato esame sullo stato di salute della lettura in Italia, si evidenzia la situazione di
deprivazione e svantaggio con cui i bibliotecari italiani debbono fare i conti, ogni volta che si propongono di
attuare progetti di valorizzazione delle raccolte documentarie. Le difficoltà illustrate non attengono soltanto
alle tradizionali carenze di risorse economiche e di personale, ma riguardano in modo particolare la scarsa abitudine
al lavoro di gruppo, all'impiego di strategie di progettazione e al ricorso sistematico alla comunicazione interna
in biblioteca. Da tutto ciò è fatta derivare una riduzione dell'effetto innovatore di ogni attività
promozionale rispetto all'effettivo "posizionamento" della biblioteca nella comunità locale.
Al termine di una disamina dei "vantaggi secondari" che in molte situazioni rendono preferibile tenere basso il
livello di attenzione nei confronti dei bisogni del pubblico e ridurre al minimo gli interventi di progettazione condivisa,
sono esaminate le opportunità che possono nascere dall'impiego di strategie di comunicazione e coinvolgimento all'
interno dell'organizzazione, in termini di qualità del clima organizzativo, di livelli energetici, di motivazione
personale e orgoglio professionale.
La riflessione è specificamente applicata al caso delle raccolte antiche e di pregio presenti nelle biblioteche
pubbliche, di cui si ricordano le dinamiche di formazione, illustrandole in termini di vincoli e di opportunità.
Si illustra il significato della presenza di una raccolta storica e di pregio in una biblioteca di pubblica lettura alla
luce di tre chiavi di lettura convergenti (culturale, professionale, economica), illustrando – anche con riferimenti a casi
specifici – la logica di "restituzione alla comunità locale" come dimensione vincente del riconoscimento
di tale significato, sottolineando l'importanza strategica della ricerca delle connessioni tra queste raccolte e la storia,
la cultura, le tradizioni e l'identità della specifica comunità locale.
La ricerca di tali connessioni impone alle biblioteche di uscire dalla dimensione meramente conservativa per passare ad
una logica di azione culturale, che punta l'intera posta sugli utenti reali e potenziali, andando a costruire percorsi
d'offerta in grado di rispondere a bisogni individuati come salienti (ad es. il bisogno di "connessione"
tra il singolo e la comunità).
L'impiego di questa particolare chiave di lettura, corredato da riferimenti a casi specifici, à legato alla
affermazione dell'importanza della comunicazione interna ed esterna della biblioteca come dimensione nativa,
e non aggiuntiva, dell'organizzazione di un evento di promozione, indipendentemente dalla tipologia (espositiva,
editoriale, didattica, etc.).
L'intervento si conclude con una esercitazione di Project Management sulla organizzazione di un prodotto didattico
per ragazzi.