Maria Stella Rasetti, bibliotecaria

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Bigiù e babà (dal 12 giugno all'11 luglio 2010)

Il giardino dei tarocchi di Niki Saint Phalle sabato 12 giugno 2010
Visita al Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle a Capalbio

Il giardino fantastico di Niki de Saint Phalle è una scoperta emozionante. Cresce a dismisura la mia ammirazione per una artista di cui mi ero innamorata anni addietro, quando vidi per la prima volta la Fontana Stravinski nei pressi del Centre Pompidou a Parigi.
Mi perdo negli infiniti particolari delle colonne del castello dell'imperatore: nelle migliaia di testine, cornetti, animaletti, lettere e numeri che compongono lo sconfinato mosaico di questa "pazzia" straordinaria.
La giornata è fantastica, la compagnia gradevolissima, l'organizzazione perfetta (Teresa, sei grande!). Tranquillo più del solito persino il telefono dell'ufficio.
Le straordinarie opere d'arte mi accompagnano in una riflessione su cui mi arrovello da tempo: mentre i guru del management sostengono che il raggiungimento di un grande obiettivo sia il risultato della focalizzazione sulle priorità, e dell'abbandono delle cose secondarie, io sono certa che la riuscita dipenda prima di tutto dalla attenzione spasmodica ai particolari. Guardando le enormi opere di Niki, trovo conferma al mio sentire.
Mi abbaglia una frase di Niki: "Questo giardino è stato fatto con dificoltà, con amore, con folle entusiasmo, con ossessione e, più di ogni altra cosa, con la fede. Niente e nessuno avrebbe potuto fermarmi". Conoscete una più azzeccata metafora della vita?

Il reparto di libri di cucina nella libreria Zig-Zag di Capalbio Capalbio è una cittadina che ha puntato tutte le sue carte sull'anti-turismo: niente negozietti di souvenir, niente cartoline da comprare, niente nefandezze da società dei consumi. Siamo lontanissimi dalle atmofere alienate di San Gimignano e di San Marino. Proprio per questo la cittadina è orgogliosamente bellissima. Gli abitanti mostrano una cura spasmodica per i fiori e le piante, ma lo fanno esclusivamente per il proprio piacere, e non perché pensano di vivere in una location da cartolina turistica.
La visita mi permette di scoprire una vera e propria chicca: la libreria Zig Zag di piazza Magenta, ricavata in un delizioso appartamentino dove i proprietari hanno lasciato intatta la cucina, con tanto di lavello, rubinetteria e dispensa, per collocarvi in bella vista i libri del reparto cucina. Una piccola meraviglia. La scelta dei libri è il risultato della competenza e del gusto dei proprietari: non vedo libri di Bruno Vespa in giro, mentre noto con estremo piacere, in prima fila, il libro di Gino Roncaglia sulla quarta rivoluzione (ecco il link al blog del libro: http://ebooklearn.com/libro/). A Capalbio si legge bene, dunque.
Non ho visto la biblioteca comunale. Dal sito del comune arguisco che non c'è. Ma il paese ha quattromila abitanti: difficile sperare tanto.

Locandina del film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì Domenica 13 giugno 2010
Visione del film "Tutta la vita davanti"

Mi godo un film già visto al momento dell'uscita: confermo tutto il mio piacere per questa puntata del "romanzo" di Virzì, che di film in film racconta la storia di un paese ormai moralmente esaurito e psicologicamente smarrito.
Esilaranti le canzonette motivazionali intonate ad ogni inizio turno nel call center dove le disgraziatissime impiegate a progetto, sempre sull'orlo del licenziamento, sono impegnate a far finta di credersi protagoniste del proprio destino: delle schiave felici, pronte a far gossip sulla propria team leader e a sfoggiare l'ultimo capino di moda, piuttosto che a sviluppare, direbbe il compagno Marx, la propria coscienza di classe.
Splendida interpretazione di Michaela Ramazzotti, che sa fare la svampita meglio di chiunque altra.
Stessa musica per il gruppo dei venditori: disperati ragazzi pronti a vendere inutili elettrodomestici a tutti i membri della famiglia, pur di tenere alto il numero dei contratti andati a buon fine; vestiti e atteggiati come gli yuppies degli anni ottanta, ma ormai fuori tempo massimo.
Un film tragico, con un finale tragico: l'unico possibile in un paese disperato e senza futuro come il nostro. E bravo Virzì.

Benessere organizzativo Lunedì 14 giugno 2010
Workshop di aggiornamento professionale sul benessere organizzativo

La scommessa è di quelle sfidanti: imparare a praticare il benessere in un contesto organizzativo particolare come quello in cui lavoro io.
Ho chiesto aiuto a Isabella Venturi, di Human Relations, una organizzazione che si occupa di migliorare la qualità della vita nelle relazioni e nelle organizzazioni. Ho conosciuto Isabella Venturi durante un seminario organizzato dalla Regione Toscana per i direttori e i dirigenti dei Musei toscani.
Mi aveva subito colpito il suo stile, la sua professionalità, la sua capacità di focalizzare l'attenzione sulla relazione interpersonale come chiave di volta per il raggiungimento di ogni obiettivo di servizio.
Ho avuto modo di metterla alla prova, e con grande successo, su un corso organizzato per i bibliotecari toscani; e da lì eccola qui a Pistoia, ad aiutarci a migliorare il clima organizzativo.
I colleghi sono rilassati, incuriositi, divertiti e partecipi. Ho modo di riflettere sull'importanza della cura delle relazioni interpersonali come "differenziale competitivo": per quanto forte sia la pressione dall'esterno sul raggiungimento immediato di risultati, è importante prendersi il tempo di un saluto, di una parola di conferma e di incoraggiamento. C'è da imparare e reimparare a dire grazie. Sono contenta di questa esperienza, che lunedì prossimo chiamerà in causa il resto della squadra. Speriamo di trovare qualche altro soldino per proseguire. Ma si avvicinano tempi buissimi, in cui esperienze come queste saranno tragicamente scambiate per lussi.

Mario Biondi Martedì 15 giugno 2010
La musica di Mario Biondi

Il pacchetto di IBS questa volta mi porta un regalo davvero speciale: l'ultimo album di Mario Biondi, "If", nel quale riconferma con la sua voce black tutto il calore del suo soul jazz più passionale.
Mi preparo spiritualmente al 16 luglio, quando assisterò allo spettacolo dal vivo che Mario Biondi terrà in piazza del duomo a Pistoia, durante il Pistoia Blues.
Il CD mi farà compagnia nei prossimi giorni durante i viaggi in auto da e per la San Giorgio: con una compagnia del genere, non mi lamenterò certo di qualche ingorgo sulla A11!

Copertina del libro: Gianluca Gambirasio, Più risultati in meno tempo Mercoledì 16 giugno 2010
Può un libro migliorare la vita?

Non è facile trovare il tempo di leggere, dopo dodici ore filate passate in ufficio, e due ore d'auto (ma per fortuna c'è Mario Biondi con me!): la famiglia, Gatta Franca, la lavatrice reclamano tutte un po' della mia attenzione residua.
Ma questa volta il tempo devo proprio trovarlo, perché il libro che ho preso in prestito nella mia amatissima biblioteca di Empoli (ciao ragazzi!) è un libro che si propone di spiegare come guadagnare tempo: "Più risultati in meno tempo. Come migliorare la gestione delle proprie attività lavorative". Con un titolo così, impossibile resistere.
Ma Gianluca Gambirasio, autore del libro, si ricorderà che nella realtà vera (non quella scritta sui libri) il concetto di priorità si è sciolto come l'idrolitina nell'acqua? Ha idea che ciò che io considero meno importante è assolutamente decisivo per l'interlocutore che ho di fronte, e che magari è pronto a distruggere la mia reputazione professionale giusto perché non ho aderito alla sua scalettina di priorità?
Lo sa, lo sa. E menomale. Ma ci intravedo un messaggio per certo aspetti confliggente con quello che lunedì ci ha proposto la Venturi: andare dritti al punto, lasciando da parte tutto quanto non concorra direttamente al business. Ciò che conta sono i risultati raggiunti, non il vento che abbiamo smosso nell'agitarsi di qua e di là.


Logo della mostra Venerdì 18 giugno 2010
Visita alla mostra "De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus: uno sguardo nell'invisibile" a Palazzo Strozzi

Sono a Firenze per lavoro, e approfitto del dopo-riunione per una visita in centro. Ma questa volta, contrariamente alle mie abitudini pericolosamente inveterate, l'attenzione non è focalizzata verso le vetrine dei negozi più alla moda. Mi dirigo con ardimento verso Palazzo Strozzi, perché lì troverò il mio Magritte. E per Magritte sono disposta a scarpinare attraverso le torme di turisti giapponesi con l'ombrellino e sfidare il sole cocente di un primo pomeriggio afosissimo. Il proposito di venire a Strozzi per la mostra sullo "sguardo dell'invisibile", dedicata a De Chirico e alla sua influenza sull'arte del Novecento, era maturato già da tempo. Ma il problema è sempre quello: come si fa a lasciare Pistoia al suo destino e prendersi un pomeriggio libero? Oggi ce l'ho fatta, Pistoia sopravviverà eccome alla mia assenza, e quindi mi faccio strappare il biglietto dalla signorina all'ingresso con la baldanza di chi si prepara ad una esperienza memorabile (grazie, Pine e Gilmore!).
Niente di tutto questo: la mostra è BRUTTA. Le opere saranno pure 100, come dice il depliant, ma a me sembra di aver goduto poco. I pezzi di Magritte si contano sulla punta delle dita di una mano, idem Balthus: due autori che amo molto e che mi è capitato di vedere non solo "a casa loro" (nei musei dove stanno stabilmente le loro opere) ma anche in alcune mostre dedicate. La selezione di De Chirico non mi entusiasma, anche se ovviamente il pregio di ciò che vedo è fuori discussione. Il percorso è comunque criticamente ben condotto, e la "didattica" di accompagnamento è gradevolmente non invasiva.

Immagine della videoperformance di Formanek alla Strozzina Dedico la seconda parte del pomeriggio alla Strozzina, il centro di cultura contemporanea nei sotterranei del Palazzo. C'è As soon as possible, una mostra sull'accelerazione nella società contemporanea che mi attira molto (così come tutto ciò che riguarda il tempo e il suo utilizzo).
Mi sono persa la ricca serie di conferenze del giovedì pomeriggio con pensatori, antropologi e filosofi di prim'ordine: non mi perdonerei di perdere anche la mostra.
Le proposte sono eccellenti: gli artisti offrono una loro visione della high speed society all'insegna dell'ironia e del nonsense, offrendo allo spettatore esperienze forti, capaci di mettere in evidenza le contraddizioni della nostra società iperveloce.
Adorabile la performance di Mark Formanek, che propone un orologio costruito da operai che montano freneticamente minuti e ore in tempo reale, in un'ironica corsa contro il tempo stesso.
Il bookshop di Palazzo Strozzi è delizioso, e compro volentieri il catalogo di As soon as possible, mentre lascio il volumone di De Chirico sull'espositore, in chiaro atteggiamento di protesta.
Il bar Giacosa nel Cortile di Palazzo Strozzi è all'altezza dell'ambiente complessivo: un luogo decisamente gradevole, innovativo e trendy per sorbirsi, in questo pomeriggio assolato, una bella bevanda ghiacciata, prima di tornare a casa.

Castello di Santa Maria Novella a Fiano, Certaldo Domenica 20 giugno 2010
Visita al Castello di Santa Maria Novella di Fiano (Certaldo)

La giornata annuncia pioggia, ma il gruppo dei visitatori pistoiesi è tetragono ad ogni inclemenza climatica: ombrello, trench e via! Il castello è di proprietà di una signora di Roma, che ci accoglie con modi affabili e cortesi, facendoci entrare nella sua "casa", che ha trasformato in residenza di vacanze di lusso. Il posto è magnifico, immerso com'è nel verde delle colline toscane. Lo spettacolo dalla torre è di quelli da mozzare il fiato: uno spettacolo che ti fa ringraziare il cielo per aver avuto in sorte di nascere e vivere da queste parti.
Siamo venuti qui per una missione speciale: ammirare le opere d'arte contemporanea (le installazioni, come dicono gli esperti) che trasformano in un unicum uno spazio comunque originale e singolare. Farò un pensierino a trascorrere qui un week end rigenerante, quando lo stress avrà raggiunto i livelli di guardia. Anzi, ora che ci penso, chiedo subito alla signora se la stanza con il letto a baldacchino è libera il prossimo fine settimana!
Dopo il castello, è la volta di Certaldo Alto, che raggiungiamo in funicolare (ah, MontMartre!) per poi scarpinare fino a Palazzo Pretorio, dove il nostro itinerario ci chiama a vedere il giardino della casa da tè di Hidetoshi Nagasawa.
Una piccola pausa di ristoro mi regala l'incontro straordinario con il Caffè Ghiotto al Bar Boccaccio: una opera d'arte contemporanea anch'essa, e preparata all'istante con caffè bollente, cioccolato, panna montata e noccioline tritate. Un tripudio per le papille gustative.

L'ultimo album di Fiorella Mannoia Lunedì 21 giugno 2010
La voce di Fiorella Mannoia

La giornata di lavoro è stata davvero piena di cose; come premio ad una Todolist costellata di crocette da compito adempiuto, mi concedo in regalo il nuovo album di Fiorella Mannoia, che mi accompagna nel viaggio di ritorno da Pistoia a casa sulla mia Musa azzurra: la sua interpretazione è eccellente. Le canzoni sono di altissimo profilo, tutte rigorosamente d'autore, ma fatte rinascere a nuova vita per l'anima che Fiorella sa mettere nella sua voce straordinaria.
Oggi il traffico sulla A11 è veramente intenso: ne approfitto per andare un po' più piano, e godermi l'atmosfera che questa musica riesce a creare.

viaggiare in treno Martedì 22 giugno 2010
Il piacere di viaggiare in treno

Dopo una intensissima giornata semi-corta, nella quale ho cercato di collocare a forza il daffare di una giornata lunga, alle quattro del pomeriggio da Pistoia prendo il treno per Milano, nell'intento di raggiungere il capoluogo lombardo in ore ancora decenti.
Viaggiare in treno, specie sulle lunghe distanze, è una esperienza per me goduriosa (a meno che non ci siano bambini urlanti, comitive vocianti o singoli maleducati). Il treno è un non-luogo (direbbe Marc Augé) nel quale puoi estraniarti dalla tua biografia: è una sorta di località di vacanza dai tuoi obblighi, dove al massimo puoi rispondere al cellulare (e chi lo fa a voce alta, peste lo colga). Ma ti permette una tregua dal bailamme quotidiano, tenendo a bada quella cattiva coscienza che gioca pessimi scherzi a noi con l'approccio calvinistico nel DNA. E' lei, la cattiva coscienza, che grida: Che cosa fai lì sul divano, a guardarti la puntata di CSI, mentre potresti fare qualcosa di utile al mondo (completare la mappa del genoma umano o sistemare i barattoli di ceci nella dispensa in ordine di scadenza, per lei fa lo stesso).
La cattiva coscienza di noi calvinisti non ha voce, oggi pomeriggio, perché mentre non faccio assolutamente niente, sto facendo qualcosa di utile: sto andando a Milano a lavorare!
Quindi mi diverto un sacco a ricaricare le batterie cerebrali senza fare assolutamente alcunché. Peccato che Milano sia così vicina.

Logo della Regione Lombardia Mercoledì 23 giugno 2010
Prima giornata del corso a Milano su comunicazione e marketing in biblioteca

La giornata si preannuncia impegnativa, ma nel complesso gradevole: all'IREF di Milano ho davanti un gruppo di circa 30 bibliotecari lombardi con cui condividerò per due giorni un percorso di riflessione e approfondimento sulla comunicazione e il marketing applicato alla biblioteca.
Questo è il terzo corso di un ciclo di attività formative che la Regione Lombardia mi ha chiamato a svolgere lo scorso gennaio: seguo dunque un copione già adottato in precedenza, con alcuni arricchimenti e incrementi.
Il gruppo è molto attivo e ricettivo: il risultato è una intensa giornata di elaborazione collettiva, durante la quale si crea una bella atmosfera di condivisione e di entusiasmo.
A differenza di un corso "normale" (durante il quale si impara a fare qualcosa che non si sapeva fare, o si viene a sapere di qualcosa che prima ci era sconosciuto), i corsi che tengo io affrontano questioni ben presenti nella mente e nel cuore dei partecipanti: il mio lavoro è solo quello di aiutarli a focalizzare alcuni temi, e a distaccarsi dalla quotidianità per rimettere ordine in certe idee e atteggiamenti.
Parliamo del rapporto tra reputazione della biblioteca e reputazione del bibliotecario, o (come si dice adesso), del rapporto tra branding e selfbranding. Il tema intriga e conquista: i colleghi sono attentissimi, e la giornata passa in un lampo.

Stazione Ferroviaria di Milano Giovedì 24 giugno 2010
Seconda giornata del corso a Milano

I colleghi sono tornati pieni di entusiasmo e di voglia di cambiare: partecipano attivamente alla lezione, coprono i loro bloc notes di appunti, intervengono per raccontare la propria esperienza, fare domande, condividere perplessità e situazioni critiche.
La parte di oggi del corso riguarda in modo particolare la comunicazione "non intenzionale": la galleria di fotografie che mostro permette loro di cogliere subito la straordinaria potenzialità di miglioramento che è nelle mani di ciascuno di noi. Basta pochissimo per alzare la cifra comunicativa con il pubblico della biblioteca, senza aspettare finanziamenti speciali, un nuovo assessore, o l'approvazione del bilancio. Gran parte delle azioni di cambiamento e miglioramento è proattivamente nelle nostre mani: sta a noi, e soltanto a noi, decidere di continuare a fare così come abbiamo sempre fatto, oppure cambiare strada.
La compresenza della partita dell'Italia non causa alcuna defezione: fino alle cinque sono tutti attentissimi e pieni di fuoco bibliotecario. Li lascio dirigendomi molto soddisfatta alla stazione, senza sapere che nel frattempo l'Italia è stata buttata fuori dai mondiali.

Esami all'università Venerdì 25 giugno 2010
Sessione di esami di Biblioteconomia all'Università di Firenze

All'una e mezzo treno di corsa da Pistoia per Firenze, e giù fino a via Laura, per gli esami di Biblioteconomia. Le ragazze iscritte sono tante, anche stasera farò abbastanza tardi.
Le studentesse sono mediamente ben preparate, sono soddisfatta di loro. Alcune sono davvero brave, altre si fanno prendere dall'emozione e rendono meno di quanto potrebbero: cosa che tendo a non perdonare.
Insegnare materie biblioteconomiche è un privilegio e un regalo che mi fa l'Università di Firenze da tanti anni, offrendomi un contratto annuale di insegnamento con il quale sperimento forme di didattica diverse da quelle che sono abituata a seguire con i colleghi esperti.
E ricambio questo regalo, restituendo all'università un contributo gratuito: sì, perché non ci sono compensi per un lavoro così faticoso e impegnativo. Ma l'esperienza è molto positiva, ne traggo ogni anno un beneficio considerevole di cui non ringrazierò mai abbastanza la preside Simonetta Ulivieri: una grande donna che ammiro molto.

Logo dei piloti del caos Sabato 26 giugno 2010
Lancio del sito dei Piloti del caos

Seratona musicale in piazza del Duomo a Pistoia, per la presentazione del sito dei Piloti del Caos, un gruppo di giovani che partecipano ad un progetto di promozione della creatività e della cittadinanza attiva tra i giovani a Pistoia.
I ragazzi ce l'hanno messa tutta ed hanno lavorato duro perché tutto vada per il meglio: dalla scelta della musica all'organizzazione dell'aperitivo, con tanto di schiacciata, pizzette e patatine pai. La serata è bella, la gente è in giro, tutto procede bene. Le mie ragazze della cultura sono state bravissime ad organizzare il tutto. Quando si lavora con gente così, va sempre tutto liscio, e anche stasera ne ho una riprova. Un Hip Hip Hurrà a Igi e a Michi.

Locandina del film Domenica 27 giugno 2010
Visione del film "Riprendimi"

Giornata a tutto riposo dopo una serata finita un po' troppo tardi rispetto alle mie abitudini consuete. Guardo con piacere Riprendimi, il film di Anna Negri che ha rappresentato l'Italia al Sunfestival 2008. Vi si narra una storia a due livelli: quella di una troupe di documentaristi, che sta girando un documentario sul lavoro precario, e quella dei protagonisti della storia, una giovane coppia di precari, con un bambino piccolo, alle prese con i problemi di tutti i giorni: i soldi che non ci sono, il bambino da tenere, la fatica di vivere, e, soprattutto, la enorme e stratosferica stupidità degli uomini, che si fanno impapocchiare dalla prima squinzia scodinzolante, e mollano famiglia, figli, vita precedente, per seguire le istanze preponderanti della propria appendice primaria, peraltro non dotata di cervello.
Uh, che vecchia storia. Quante volte l'abbiamo sentita?
Il film è interessante: il fatto che sia girato con le dvcam ha reso il "falso documentario" più realistico e immediato. Molto bravi gli attori. Un film a bassissimo costo, ma di buon livello.

bellezza autentica Lunedì 28 giugno 2010
Il Manifesto della bellezza autentica

L'Associazione delle donne imprenditrici e dirigenti d'azienda (AIDDA) e Psichologies hanno pubblicato il Manifesto della bellezza autentica, volto a sostenere l'impegno delle donne a sentirsi libere da condizionamenti, da stereotipi e dalla necessità di aderire a un'immagine che non sia quella più in linea con la propria identità. Basta con i falsi miti estetici promossi dai mass-media, basta con l'immagine di una donna perennemente giovane e inequivocabilmente cretina. Avete visto il documentario Il corpo delle donne di Lorella Zanardo?
Di questa storia delle donne belle e sceme non se ne può proprio più.

Progetto Trio Giovedì 1 luglio 2010
Spazio al Long Life Learning!

La giornata di lavoro è stata impegnativa come al solito, ma sento il bisogno di dedicare le energie rimaste al Long Life Learning. Oggi come oggi rimanere fermi con la propria formazione significa andare indietro. Se un'azienda non investe nel Reparto Ricerca & Sviluppo, potrà vivere per un po' sugli allori, ma prima o poi sarà superata da qualche concorrente che ha dedicato tempo ed energie a mettere a punto un prodotto competitivo.
Per quanto non siano assimilabili alle aziende, anche le persone si trovano in condizioni analoghe: se smettono di studiare e di aggiornarsi, rimangono ferme e vengono sopravanzate da una realtà lavorativa che si muove alla velocità di Speedy Gonzales.
Per fortuna c'è Trio, una piattaforma di auto-apprendimento completamente gratuita. Questa sera sperimento un corso sul bilancio sociale e di mandato: un argomento che sarà al centro di alcuni approfondimenti professionali a cui mi dedicherò prossimamente.
Il tempo passa anche troppo velocemente: è già ora di andare a dormire!

Space clearing Venerdì 2 luglio 2010
Spazio allo spazio

Adoro la mia casa: specie da quando l'ho sottoposta ad una specie di "dieta di oggetti": lo space clearing. Ogni cosa in vista è legata ad un pensiero o ad un momento positivo della mia vita: niente oggetti che rammentano tempi brutti, niente cose rotte o non funzionanti, niente cianfrusaglie accumulate in qualche angolo più o meno nascosto.
Il lavoro non è stato semplice, all'inizio, ma ormai mi considero una campionessa di decluttering: ormai so tutto su come alleggerire la casa dagli accumuli e armonizzare gli spazi.
Oggi dedico il tempo libero alle piccole operazioni di manutenzione della mia casa, ma il livello di ordine è già talmente alto da riuscire a raggiungere la perfezione in pochissimo tempo.
Non mi lascio intrigare dagli aspetti più esoterici del Feng Shui, e non credo ci sia nessuna relazione tra le aree della casa e le aree della vita.
Credo fermamente, invece, che la casa sia una rappresentazione di noi stessi. Quindi, quando ci liberiamo delle cose di cui non abbiamo bisogno, compiamo l'atto simbolico di liberarci di tutta la spazzatura emotiva che blocca la nostra vita. All'atto pratico, inoltre, ci ritroviamo in una casa ordinata e confortevole, capace di diventare il nostro "nido" dove ricaricare le batterie.

Copertina del libro Sabato 3 luglio 2010
Lettura del libro di Passig-Lobo "Il libro dei pigri felici"

In vacanza da Pistoia, vado alla Biblioteca di Empoli per una riunione con i colleghi, con i quali sto preparando una ricerca di roba bibliotecaria (e per forza: di che cosa mi dovrei occupare io?).
Torno sempre molto volentieri alla Fucini di Empoli: già che sono lì, prendo un po' di libri in prestito, tradendo clamorosamente la San Giorgio. In effetti a Empoli lo spazio delle novità è grandissimo, e non puoi proprio fare a meno di prendere in prestito qualcosa.
E così scelgo un libro che mi attira fin dal titolo ("Il libro dei pigri felici") e vieppiù dal sottotitolo: "Perché puoi tranquillamente rimandare a domani quello che dovresti fare oggi".
La casa editrice è Feltrinelli, quindi non si tratta di una delle solite schifezze da Sperling & Kupfer, per intendersi.
Il libro è di quelli che si fa leggere tutto d'un fiato: tant'è vero che prima dello scoccar della mezzanotte è già bell'e che letto.
Gli autori si dichiarano appartenenti alla categoria dei "procrastinatori", ovvero coloro che rimandano a più tardi e forse a mai l'attuazione di una serie di operazioni poco gradevoli che sono elencate nella loro To do list.
Procrastinare non è l'effetto di una patologia da guarire - ci dicono - ma una strategia di sopravvivenza: perché in questo mondaccio la stessa vita è un lavoro a tempo pieno, mica scherzi. Certe operazioni "banali" richiedono una quantità di azioni, attività, operazioni semplicemente mostruosa. E per questo che bisogna abolire la coscienza sporca, e soprattutto distinguere con grande chiarezza tra autodisciplina (una roba orrenda) e motivazione (una roba bella): "Farsi i muscoli contro le proprie passioni significa remare contro se stessi": vero, verissimo.

Festa medievale Domenica 4 luglio 2010
Festa medievale a Cascina, "Aspettando la battaglia"

Vivere in un borgo medievale toscano è un privilegio di cui ogni giorno ringrazio il cielo. Correggo: quasi ogni giorno. Gli unici giorni in cui mi astengo dal ringraziamento celeste sono quelli attorno al 3-4 luglio, quando ogni anno si festeggia la festa medievale.
Beninteso: io non ce l'ho con le feste popolari. Tutt'altro. Ma le ambientazioni medievali non si dovrebbero lasciare nelle mani del primo venuto. Non ci sono sufficienti garanzie che i commercianti del centro, che sanno benissimo vendere il gelato e smerciare vestiti alla moda, sappiano con la stessa perizia muoversi sul fragilissimo terreno della ricostruzione storica.
E così ci ritroviamo il corso principale invaso di balle di fieno, di canne tagliate lungo l'argine dell'Arno (ecco a cosa servono le canne, mi dico!), di una quantità stratosferica di girasoli in plastica, che pare facciano tanto medievale.
Non oso gettare lo sguardo sul menù della cena medievale, nel fondatissimo timore di scorgere qualche ingrediente "vietato dalla storia", come il mais, il pomodoro o il cioccolato.
Tutti sono presi nel bailamme, e vanno in giro con pesantissimi vestiti di velluto, mentre il termometro sfiora i quaranta gradi. Possibile che i nostri antenati si vestissero di velluto anche in estate? Ho qualche dubbio. Il lino c'era, la canapa c'era. Il corso è un tripudio di hosterie che vendono birre alla spina (ossignore). Se scorgo i brigidini di Lamporecchio giuro che mi metto ad urlare.

[cerimonia del tè] width= Lunedì 5 luglio 2010
La cerimonia del tè alla Forteguerriana

Alle ore 21 Piazza della Sapienza a Pistoia si riempie di persone: c'è la cerimonia del tè, a cura dell'Associazione Culturale Lailac.
Assisto con curiosità ai lenti e studiatissimi movimenti con cui una giovane signora in kimono gestisce il rito della preparazione del tè, richiamando antichissimi saperi e scatenando antichissimi sapori.
Una serata davvero diversa e divertente: un piccolo tuffo in una realtà culturale profondamente diversa dalla nostra. L'iniziativa si svolge sotto il loggiato della Forteguerriana, la bellissima biblioteca storica che proprio in questi giorni ospita una mirabile mostra di stampe giapponesi.

shopping Martedì 6 luglio 2010
A tutto shopping! (senza riuscire ad aspettare i saldi)

Oggi il lavoro mi ha dato il suo bel daffare, e io gli ho tenuto testa con grinta e determinazione. Mi voglio premiare con un bel giro di shopping nel centro di Pistoia. I saldi non ci sono ancora, ma qualche negozio propone già i primi sconticini, e io mi ci tuffo.
Torno a casa con un bottino di quattro borse: una frou frou, di paglia azzurra, perfetta per questa torrida estate (mi farà gustare in anteprima le vacanze non più lontanissime); una rosa super-pink, di Benetton, perché un po' di rosa non guasta mai; una di colori naturali, ancora Benetton, da mettere su tutto in nome del sacro principio dell'abbinamento; e una grande borsa termica, per tutti i picnic che ho in mente di fare durante l'estate: se risparmio sul ristorante, mica posso risparmiare sulle borse!
Abbasso le mie difese anche per un bellissimo lenzuolo Bassetti: faccio un regalo alla mia bellissima casa, che voglio coccolare per quanto si merita.
E non dimentico neppure una confezione-gigante di Brigidini di Lamporecchio, che domani porterò ai miei colleghi di Empoli. Ottimo modo per terminare una giornata così intensa.

logo AIB Mercoledì 7 luglio 2010
Riunione del Comitato esecutivo dell'AIB a Empoli

La Sezione Toscana dell'Associazione Italiana Biblioteche ha un comitato esecutivo che si riunisce oggi a Empoli: siamo riusciti finalmente a trovare una data giusta per tutti, e approfittiamo della preziosa occasione per fare il punto delle attività in programma. Il nostro gruppo è composto da 7 persone, elette dai bibliotecari toscani iscritti all'Associazione. Io sono la presidente, e il mio compito è quello di tirare le fila delle diverse linee di attività che abbiamo in corso di progettazione e attuazione.
Manca poco più di sei mesi alla conclusione del mandato elettivo, e quindi cerchiamo di consolidare il nostro impegno verso la conclusione di una serie di progetti. Lavorare all'interno di un organismo elettivo è diverso che operare all'interno di un normale gruppo di lavoro dove ruoli e funzioni sono definite dal contesto gerarchico. Abbiamo pochi soldi e molte idee, ma soprattutto molto entusiasmo: nel giro di poche ore mettiamo su un calendario di iniziative ed eventi da far invidia alla Fiera di Bologna.
Come faremo a mantenere tutti gli impegni che ci siamo presi, non è dato sapere; quel che è certo è che ce la faremo!

locandina del film Giovedì 8 luglio 2010
Visione del film "La classe" di Laurent Cantet

Laurent Cantet è un regista che ho amato molto per i suoi A tempo pieno e Risorse umane. Ho preso il DVD del suo ultimo film, che ha vinto la Palma d'oro a Cannes nel 2008.
Il film è ambientato al Liceo Dolto del XX Arrondissement di Parigi: siamo in piena banlieue. Ad interpretarlo è l'autore stesso del romanzo da cui è tratto: un insegnante che prova ad entrare in contatto con una classe di quattordicenni aggressivi e apparentemente spavaldi, ma in realtà prigionieri delle differenze culturali e impauriti di fronte alla propria fragilità rispetto ad un mondo adulto che non li accoglie né li comprende. I ragazzi assecondano tragicamente il loro "destino" di esclusione sociale, vivendo le differenze etniche in chiave di disagio e rifiutando l'accesso a quegli strumenti "da bianchi" (prima di tutto il linguaggio) con i quali potrebbero invece riequilibrare il loro posto nel mondo.
La figura dell'insegnante "illuminato", che rifiuta di disperarsi e di assolversi dal raggiungimento del compito istituzionale, è sicuramente molto intrigante e coinvolgente, offrendo un mix originale di speranza e voglia di sperimentare.
Mi torna in mente uno dei libri che io amo in assoluto di più: "Lettera a una professoressa" dei ragazzi di Barbiana. E' facile provare soddisfazioni didattiche con i figlioli dei ricchi, che hanno assistenza culturale di ogni genere. Penso ai disastri che scientificamente l'attuale classe dirigente al governo del paese sta conducendo nei confronti della scuola: una smobilitazione lucidamente delinquenziale, volta a ri-trasformare la scuola in uno strumento di razzismo e disuguaglianza.
L'ignoranza è una bruttissima bestia: un magnifico alleato per chi vuole gestire il potere a modo suo. Mr. Berlusconi ama molto gli schiavi felici. Ignoranti e felici. L'uso perfetto del congiuntivo è rivoluzionario: perché se io parlo bene, penso bene, e se penso bene, non sono più capace di essere felice se sono schiavo. Che io fossi, che tu fossi, che egli fosse... Forza: la rivoluzione è anche un congiuntivo imperfetto!

termometro Venerdì 9 luglio 2010
E' caldo: e allora? Piantiamola una buona volta!

Guardo poco la tv, perché ho altro da fare, e perché ho meglio da fare. Stasera sono tornata un po' prima dal lavoro, e mi concedo pure un po' di telegiornale.
E' caldo, e questo fatto viene assurto al rango di notizia. Anzi, di notiziona. Con tanto di interviste alle persone che dicono che caspita, è proprio caldo. E poi ci sono pure i consigli degli esperti. Anzi, degli espertoni. Bere molta acqua, e stare in casa durante le ore più calde della giornata. Non bere alcolici e preferire una alimentazione leggera, a base di frutta e verdura. Consiglioni di questo tipo solo un luminare della medicina laureato minimo minimo alla Bocconi poteva darli, mica la zia Cesira che ha fatto la seconda elementare.
E' il 9 di luglio, e il fatto che sia caldo è del tutto normale. E che il 9 dicembre sia freddo è altrettanto normale. Piantiamola una buona volta di riempire le nostre bocche di scempiaggini inutili. Conserviamo le corde vocali per qualcosa di più utile. Anzi, facciamo un piacere al mondo: stiamo zitti, se proprio proprio non abbiamo qualcosa di significativo da condividere con un altro essere umano.
Decido solennemente di boicottare da domani qualunque conversazione di questo tenore, cambiando immediatamente discorso. Argomenti buoni mi pare che ce ne siano. Ad esempio, la recente sentenza della Corte di Cassazione secondo la quale un marito non è colpevole di violenza nei confronti della moglie, se la moglie ha un carattere forte. Ecco, questo sì è un bell'argomento di conversazione. Stiamo andando proprio bene davvero, in questo paese. Caspiterina come stiamo andando bene.

copertina del libro Sabato 10 luglio 2010
Lettura del libro "Tribolazioni di una cassiera" di Anna Sam

La seduta dal parrucchiere è sufficientemente lunga per sbolognare un librettino smilzo, dal promettente titolo "Tribolazioni di una cassiera", che ho preso in prestito alla San Giorgio.
Ne hanno parlato un sacco su Internet (guardate qui: http://www.wuz.it/recensione-libro/2889/anna-sam-tribolazioni-una-cassiera.html, http://blog.panorama.it/libri/2009/01/28/anna-sam-le-tribolazioni-di-una-cassiera-al-supermaket/), ponendolo al centro di un vero e proprio caso editoriale in Francia: una cassiera vera che apre un blog, poi scrive un libro, poi prepara un film... Insomma, una botta di fortuna per una povera disgraziata: buon per lei.
Gli articoli che avevo letto mi avevano fatto immaginare qualcosa di carino. Facendo l'autopompaggio delle aspettative, mi ero fatta l'idea che forse una lettura del genere mi avrebbe ispirato qualche considerazione di benchmarking rispetto al lavoro di sportello in biblioteca: in effetti, chi lavora in front-office in biblioteca, curando il prestito e la restituzione dei libri, non fa un lavoro molto diverso da quello di una cassiera. Del resto, anche in biblioteca ci sono i codici a barre e si passa la "merce" da un lettore ottico. Non c'è il BIP, ma insomma, siamo lì.
Leggo il libro, che non mi piace. O almeno rimane al di sotto delle mie aspettative sovradimensionate. Fragilino e debolino come la peggiore chick lit, nessuna cura nello stile (e questo è davvero un peccato mortalissimo, specie quando non si ha proprio niente da dire).
Una lettura sostanzialmente deludente, che non mi sentirei di consigliare a nessuno.

giardinaggio Domenica 11 luglio 2010
Il giardinaggio come manutenzione dei pensieri

Uno degli aspetti che concorrono a rendere la mia casa bellissima ai miei occhi è rapporesentato dal giardino: 75 metri quadrati di prato, alberi, fiori e arbusti diversi, sistemati secondo un personalissimo disegno interiore.
Io adoro il mio giardino. Quest'anno i due balconi sono pieni di gerani parigini rosa chiaro, mentre nel grande recinto dei fiori sta dominando il rosso scuro e il fucsia dei gladioli. Approfitto delle ore più fresche della serata, prima della finale dei mondiali di calcio, per tagliare l'erba del prato, annaffiare le piante e dedicarmi ai lavori di fino: togliere le erbacce, pareggiare la siepe, ricollocare i fili ribelli del gelsomino attorno ai binari che ho stabilito lungo il muretto di recinzione.
Il lavoro da fare è tanto, e anche un po' faticoso rispetto alle mie abitudini impiegatizie. Ma mi piace che questo spazio sia perfettamente curato, a dimostrazione del rispetto che provo per me e per tutti coloro che vivono in questo condominio.
Un giardino curato è una preghiera laica: un modo per rendere grazie di ciò che si è ricevuto dalla vita, e restituire qualcosa che possa essere piacevole per tutti.
Mentre lavoro in giardino, è come se facessi contemporaneamente manutenzione ai pensieri: rifletto, medito, elaboro nuove idee o ne sviluppo altre già nate, ma rimaste piccole per assenza di cura.
Non so se esista la garden therapy: ma so per certo che con me funziona, regalandomi qualche ora di serenità, oltre a migliorare la qualità del mio spazio vitale.

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Data creazione: 2010-06-13. Data ultimo aggiornamento: 2010-07-11.
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