Maria Stella Rasetti, bibliotecaria

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Bigiù e babà (dal 12 luglio al 9 agosto 2010)

Locandina del film Lunedì 12 luglio 2010:
Visione del film "Giorni e nuvole"

Guardo piuttosto poco, e malvolentieri, la televisione. Il tempo libero è quello che è, e bisogna centellinarne l'uso. In questo periodo, poi, non c'è proprio niente di decente da vedere, la sera. Ma stasera devo dire che vale la pena stare davanti alla TV.
Lo faccio volentieri, perché posso seguire un bel film che avevo perso al momento dell'uscita. Margherita Buy e Antonio Albanese sono bravissimi, così come è brava la giovane attrice che interpreta la loro figlia, e che avevo ammirato pochi giorni fa guardando "Riprendimi".
La storia è di quelle che ti fanno riflettere, perché ti portano subito a pensare: "Potrebbe succedere anche a me".
Dunque, una famiglia benestante, dove tutto scorre regolarmente, all'insegna dell'intelligenza, del benessere, del rispetto reciproco e della curiosità culturale, viene sconvolta da un fatto del tutto ordinario: la perdita del lavoro del capofamiglia. Il quale per un po' regge il gioco, non solo per permettere alla moglie di coronare il suo sogno di laurearsi in storia dell'arte, ma anche e soprattutto per evitare di ammettere davanti a se stesso e agli altri di essere stato tagliato fuori dall'azienda in cui svolgeva un ruolo dirigente.
La verità è durissima: modificare drasticamente il proprio tenore di vita, cambiare abitudini, vendere la barca, l'auto, la casa sono prove difficili da superare per la coppia di protagonisti.
Il finale, aperto ma chiaramente positivo, lascia per fortuna intendere che l'intelligenza, unita all'amore e alla stima reciproca, possano riuscire a vincere anche le sfide più ardue.
Buona interpretazione di due interpreti di acclarato calibro, bella e tragicamente "di tutti i giorni" una storia che è assieme normale e speciale.

copertina dell'album Martedì 13 luglio 2010:
La musica di Miriam Makeba

Ho preso in prestito alla San Giorgio il doppio CD "Mama Africa" che raccoglie i maggiori successi della grande artista sudafricana: un piccolo capolavoro di sonorità di grande impatto emotivo, capaci di evocare con vividezza l'intenso mondo dei colori e dei sapori africani.
L'autostrada A11 è intasata oggi; già da qualche giorno il traffico è intensissimo, quasi che l'arrivo delle vacanze abbia scatenato le esigenze di mobilità di tutti gli articolati d'Italia e d'Europa. Ma rientrando a casa posso godermi una compagnia davvero speciale.

libro di David Allen Mercoledì 14 luglio 2010:
Rilettura di "Detto, fatto!"

Già da alcuni giorni avverto una condizione di spirito particolarmente positiva: mi sento efficiente e nel contempo rilassata; affronto in velocità le diverse problematiche che mi si presentano davanti, senza sentirmi oppressa dal peso delle questioni irrisolte o delle problematiche a cui non so far fronte.
Le azioni di space clearing che già da tempo ho attuato in casa ed in ufficio mi permettono di operare all'interno di un contesto "allineato", poco popolato di "mostri" (arretrati da smaltire, decisioni rimaste sospese, oggetti rotti e inutilizzabili, panni da stirare, prato da falciare).
Il flusso scorre velocemente, ed io in esso mi muovo con serenità, concentrazione e focalizzazione.
Merito anche di un sistema di "gestione delle cose" che ho messo a punto nel tempo, andando alla ricerca di metodi e tecniche pratiche che sostenessero sul piano operativo la mia esigenza fondamentale di allineare il mio pensiero e le mie risorse, riuscendo a dare il massimo (quale che sia questo massimo) nelle diverse situazioni in cui vengo ad operare,
Stasera rileggo volentieri, traendone nuovi spunti di riflessione e approfondimento, il primo libro di David Allen, "Detto fatto!", che ritengo in assoluto il migliore tra i numerosissimi libri che ho letto sulla gestione delle proprie azioni e delle proprie scelte personali e professionali.
Non possiamo gestire il tempo, ovviamente, perché ciascuno di noi ne dispone nella stessa misura: 86400 secondi al giorno! Possiamo però gestire le modalità con le quali utilizziamo il tempo a disposizione: e questo fa veramente la differenza.

logo del 150° anniversario dell'Unità d'Italia Giovedì 15 luglio 2010:
E' ora di pensare all'unità d'Italia

Vado a Firenze affrontando il picco di calura estiva annunciato proprio per oggi: io che non amo chi si lamenta del tempo, debbo fare buon viso a cattiva sorte, e scarpino da Santa Maria Novella fino in via Farini, dove mi aspetta una riunione istituzionale in preparazione dei programmi regionali sul 150° anniversario dell'unità d'Italia.
Dunque, 1861-2011: sono passati centocinquant'anni da quando il nostro paese si è unificato, ed è evidente quanto questo processo di unificazione abbia incontrato parecchie difficoltà.
Mi attira l'idea di rileggere la storia dell'unificazione attraverso la chiave di lettura che per formazione personale mi viene immediata alla mente: quella della scuola e degli istituti di educazione. Dalla Casati alla Gelmini, passando per Barbiana, per la contestazione, per quella "scuola difficile" auspicata da Paola Mastrocola nel suo bel libro "La scuola raccontata al mio cane".
E mi viene in mente la figura di un maestro che è stato strumento di unificazione forse più di Garibaldi: Alberto Manzi, che negli anni Sessanta conduceva in televisione (grande strumento di unificazione nazionale, al pari dell'infrastruttura ferroviaria) un programma che ha profondamente segnato la mia vita: Non è mai troppo tardi. Si era alla metà degli anni Sessanta, io avevo quattro o cinque anni al massimo. Seguendo quelle trasmissioni pomeridiane, dedicate alla prima alfabetizzazione degli adulti, io ho imparato a scrivere, con qualche anno di anticipo rispetto ai tempi canonici della scuola elementare.
Alberto Manzi è stato un grande operatore culturale: un intellettuale che ha saputo cogliere la dimensione trasformativa e di miglioramento sociale che la conoscenza e la cultura possono offrire anche a chi è di umili origini. Ho nostalgia di quel tipo di militanza da parte degli intellettuali, oggi più propensi a organizzare siparietti in tv o fare comparsate nei troppi festival del niente che proliferano in questo triste paese.

Piazza del Duomo a Pistoia durante il Pistoia Blues Venerdì 16 luglio 2010:
Concerto di Mario Biondi al Pistoia Blues

Da quanto tempo aspettavo questo momento! Sono in compagnia di persone a cui voglio molto bene, e la serata è magnifica. Lo spettacolo è superbamente coinvolgente: il magnetismo della voce di Biondi strega il pubblico, inchiodandolo alla sedia per due ore e mezzo filate di ottima musica.
Le vocalists sono artiste eccezionali, in grado di assurgere al ruolo di protagoniste. Le due orchestre (una acustica e una elettronica) si integrano perfettamente nel raffinatissimo gioco delle "improvvisazioni", Biondi entra in sintonia con un pubblico che ricambia le emozioni: un concentrato di energia che ripaga cento volte di un biglietto un po' troppo caro.
La serata pistoiese ci permette anche un divertentissimo "struscio" nel mercatino del Pistoia Blues: un vero e proprio evento nell'evento. Oltre 300 banchi di espositori di opere dell'ingegno e dell'artigianato da tutta Europa: un guazzabuglio allegro e rumoroso di sonorità, colori e sapori per tutti i gusti.
La città è letteralmente invasa dal Blues: i pistoiesi, che sono naturalmente burberi, un po' apprezzano, un po' sopportano, un po' scappano altrove e un po' brontolano. Per chi si butta nella mischia il divertimento è assicurato.

La signora in giallo Sabato 17 luglio 2010:
Il fascino discreto della Signora in Giallo

L'estate ha tanti lati negativi, compreso il caldo (di cui però non bisogna mai lamentarsi), le zanzare (basta l'Autan) e le code sulla Firenze Mare (alzarsi alle cinque e via a Pistoia per le cinque e mezzo). Ma ha anche qualche lato positivo. Tra i lati positivi, voglio ricordare le repliche su RAIUNO delle puntate della Signora in giallo. E il bello di saltare qualche sabato lavorativo, almeno nel mese di luglio, è proprio quello di potersi sciroppare una doppia porzione di questi deliziosi episodi, che avrò visto almeno venti volte, ma che rivedo assolutamente volentieri.
Angela Lansbury è fantastica, e rivederla è sempre un piacere. Adoro il suo guardaroba da vecchia signora, pieno di spille e di sciarpe in seta. Adoro l'ingenua ripetitività del plot, che mi coinvolge come la lettura di una fiaba già ascoltata centinaia di volte.
La RAI dovrà cedere i diritti della Signora a Mediaset già nel 2011: si vocifera che in autunno potranno esserci ulteriori repliche nel pomeriggio, giusto per spremere ben bene la serie prima del passaggio al nemico: un motivo in più, se mai ce ne fosse bisogno, per sbrigarsi un po' di più in ufficio e tornare a casa in anticipo almeno una volta alla settimana.

gli occhiali in prestito/ Domenica 18 luglio 2010:
La celebrità delle astuzie e la fatica silenziosa dell'intelligenza

Siamo a cena e chiacchieriamo tranquillamente del più e del meno, mentre in un angolo la TV è accesa sul tre. Alzo gli occhi per caso e vedo me stessa sullo schermo. Nella cronaca regionale passa un servizio che riguarda una nuova iniziativa della Biblioteca San Giorgio: da oggi i lettori che si sono dimenticati a casa gli occhiali da vista possono prendere in prestito gli occhiali della loro gradazione, e restituirli al termine della loro visita. Il tutto, grazie all'alleanza che la Biblioteca ha attivato con Confcommercio e gli ottici optometristi di Federottica Pistoia, che hanno messo a disposizione gratuitamente una ventina di paia di occhiali da uomo e da donna.
L'iniziativa è nuova nel panorama bibliotecario italiano, ed è sicuramente curiosa. Ma si tratta di una cosa piccolissima, che ha richiesto poca energia e soprattutto apporta un valore aggiunto sicuramente minimo. Questa piccola "astuzia" ha colpito l'interesse dei mass-media, i quali risultano invece del tutto indifferenti nei confronti delle grandi fatiche che stanno dietro ai grandi progetti e alle grandi realizzazioni che permettono alla San Giorgio e a tutte le sue consorelle di poter essere quello che sono: nessuno si è accorto del lavorio professionale, intellettuale, etico e relazionale che è stato dietro la Carta dei Servizi, la definizione della missione di servizio, la realizzazione del nuovo portale web. Nemmeno una parola sull'enorme investimento condotto sulla creazione e sulla manutenzione della cultura del gruppo.
E' bastato questo piccolo evento di marketing per scatenare la risposta del Quarto Potere. E' un vero peccato che sia possibile bucare l'attenzione collettiva solo con questi piccoli spilli d'attività.

Locandina del film Lunedì 19 luglio 2010:
Visione del film "Caos calmo" di Antonello Grimaldi, con Nanni Moretti

Non lo avuto modo di leggere il libro di Sandro Veronesi, Premio Strega 2006, e quindi mi getto nel caos morettiano con l'ingenua ignoranza di chi non si è fatto già il proprio film in testa e rimane solitamente deluso dall'altro film, quello vero, predisposto dal regista.
Il protagonista fa i conti con l'improvvisa morte della moglie, e ancor più con il dolore che non arriva, sostituito da un caos calmo, appunto, che impone uno stop non solo ai sentimenti, ma anche all'azione.
Il blocco vitale si rispecchia nel perimetro attorno alla scuola della figlia, dove il protagonista trascorre l'intera giornata, mettendo da parte famiglia e lavoro. Familiari e colleghi lo vanno a trovare, cercando in lui quel sostegno e quell'apporto di cui ognuno di loro ha bisogno per le proprie personalissime ragioni.
La conclusione è aperta: il ritorno alla normalità che la figlia chiede al padre come regalo di natle sarà un ritorno alla vita precedente, magari a velocità inferiore, oppure sarà l'occasione per costruire un nuovo modo di agire?
Recensione su Mymovies
Recensione su Yahoo Cinema

Locandina del film Martedì 20 luglio 2010:
Ancora Moretti con "Il caimano"

Abbiamo rivisto volentieri il Caimano, un film vecchissimo ed assieme ancora "contemporaneo" quanto a scenario politico sottostante. Ognuno lo legge come vuole: come film politico e militante, o come la storia professionale e personale di un piccolissimo produttore di film trash-horror, alle prese con la crisi della sua vita familiare e della sua vita professionale.
Il film è comunque un ritratto fedele del nostro paese, patetico, qualunquista, inetto e impossibilitato a redimersi.
Recensione su Off Screen

L'unione fa la forza Mercoledì 21 luglio 2010:
Dalla comunicazione alla rendicontazione sociale: l'inizio di un percorso

Dedico alcune ore di approfondimento ad un tema, quello dello della rendicontazione sociale, a cui sono chiamata a destinare molte risorse di pensiero, riflessione e comunicazione nei prossimi mesi.
In questo torvo contesto politico e valoriale, in cui la cultura è considerata un inutile lusso, quando non un inopportuno ostacolo alla felice schiavitù collettiva, impegnarsi a mostrare il ritorno dell'azione culturale nella vita di tutti giorni sta diventando un must.

Villone Puccini, Pistoia
Korean Philharmonic Orchestra Gyeonggi
Giovedì 22 luglio 2010:
Pistoia Festival: Concerto al Villone Puccini

Trascorriamo una serata interessante al Villone Puccini allo Scornio, nelle immediate vicinanze di Pistoia. Qui si esibisce stasera, nell'ambito del Pistoia Festival, la Korean Philharmonic Orchestra Gyeonggi, diretta da Nanse Gum, che accompagna prima la giovane solista di pipa cinese Shu Yin e il pianista bulgaro Ludmil Angelov.
Lo scenario è molto gradevole, anche se l'acustica è a mio avviso non ottimale.
Il programma offre due gemme del repertorio concertistico e sinfonico: il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra di F. Chopin e la Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di P. I. Cajkovskij.
Emozionante l'esecuzione del concerto per orchestra d'archi e pipa del cinese Tan Dun, compositore contemporaneo molto prolifico ed estroso, con all'attivo un ampio repertorio strumentale, ma più conosciuto al grande pubblico quale autore di colonne sonore per il cinema, come “La tigre e il dragone”.

copertina del libro Venerdì 23 luglio 2010:
In compagnia dei fantasmi

L'autrice è di quelle che io non ho esitato a inserire nel mio empireo personale, sia pure nella categoria meno aristocratica della letteratura d'evasione al femminile. D'altronde, non si può mica essere sempre dure e pure, impegnate a migliorare il mondo e a renderlo più serio e affidabile!
Credo di avere letto quasi tutti i libri di Sophie Kinsella, a partire dalla saga infinita di I love shopping, I love shopping a New York, I love shopping in bianco, I love shopping con mia sorella, I love shopping per il baby".
E oltre la saga mi ero divertita, anni addietro, anche leggendo Sai tenere un segreto? e La regina della casa.
Ho preso in prestito alla San Giorgio uno dei pochi titoli che mi mancano all'en plain kinsellesco: "La ragazza fantasma": niente shopping-tormentone (che però è il mio preferito), ma un divertente incontro-scontro tra una giovane alle prese con un impegno professionale un po' troppo difficile per lei e il fantasma di una sua prozia recentemente passata a miglior vita.
Lo stile è brillante, le pagine scorrono velocemente, una dopo l'altra. Siamo anni luce dalla buona letteratura, ma il 23 luglio è tempo di riposarsi sul divano nuovo, al fresco dei miei Mitsubishi accesi a palla.
Intervista all'autrice

Locandina del film Sabato 24 luglio 2010:
Seratona con Truffaut e i suoi Quattrocento colpi

Si va decisamente sull'impegnato, stasera. Avevamo voglia di un capolavoro, e con questa pellicola siamo andati sul sicuro. Antoine Doinel, alter-ego di Truffaut medesimo, ci regala il sapore acido dell'adolescenza, difficile in ogni epoca e ad ogni latitudine, regalandoci anche scorci mozzafiato di una Parigi ormai scomparsa.
Un'opera di questo spessore si presta a discussioni infinite: lasciamo da parte i contenuti psicologici e sociali che potrebbero farci commettere l'errore di leggere il film solo nella sua dimensione di denuncia verso la famiglia e la scuola ad aiutare i ragazzi a diventare grandi, per addentrarci nei giochi simbolici e anti-realistici che portano a leggere le sequenze come un conflitto non sanato tra libertà e coercizione.

Giostra dell'orso Domenica 25 luglio 2010:
Tutti pazzi per la Giostra dell'Orso

A Pistoia il 25 luglio tutti diventano pazzi per la Giostra dell'Orso, una particolare forma di "palio" tra rioni che si gioca dal XIII secolo in onore di San Jacopo, il patrono della città.
Racconta la storia (o la leggenda) che nell'anno 1363 era guerra tra Fiorentini e Pisani. Questi ultimi si accamparono sotto le mura di Pistoia il 24 luglio, disturbando i festeggiamenti in onore di San Jacopo. I Pisani impedirono ai Pistoiesi di esporre la bandiera per la corsa dei cavalli. I pistoiesi, irritati, fecero intendere che se la gara non si fosse corsa a Pistoia si sarebbe corsa a Pisa. Così fu. Il 28 luglio 1364 i Fiorentini e i Pistoiesi sconfissero i Pisani e il 29 luglio del 1364 fu corso a Pisa il palio di San Jacopo.
Viste queste premesse storiche, meglio per me glissare sulle mie incontrovertibili origini pisane, almeno per oggi.

Adolescenti Lunedì 26 luglio 2010:
I problemi degli adolescenti

La serata passa in un lampo, a scambiare idee, pensieri ed esperienze su come rapportarsi ai figli adolescenti: che cosa fare, che cosa dire, e soprattutto quando dire sì e quando dire no. Le "teorie educative" che si fronteggiano stasera sono tante quante le teste dei partecipanti alla discussione: nessuno di noi ha la ricetta perfetta, ma magari porta la propria esperienza e i propri errori per metterli a disposizione degli altri.
Sarà perché è passato troppo tempo da quando avevo quindici anni, sarà perché ai nostri tempi essere adolescenti era molto diverso da oggi. Sarà quel che sarà, ma almeno per me dare consigli su come rapportarsi ai figli adolescenti è un'impresa veramente ardua.
Gatta Franca, che ormai ha superato la fase dell'adolescenza, non mi dà mai problemi: mangia, dorme, fa le fusa. Non ha voluto il motorino né pretende pellicce firmate da cambiare ad ogni stagione. Lei sì che rende orgogliosa la sua mamma!

Osteria da Cencio Martedì 27 luglio 2010:
Festeggiare in compagnia la gioia della vita, sul corso di Cascina

Motivi per festeggiare ne ho parecchi, specie di questi tempi. E così ci regaliamo una bella serata all'aperto, tornando a sperimentare positivamente un ristorantino recentemente aperto sul corso di Cascina: l'Osteria da Cencio.
Nei locali di quella che era stata la storica cartoleria "La torre", il nuovo ristorante offre un menù di cucina toscana di buon livello, a prezzi accessibili, con una carta dei vini discreta, e una scelta di ottima qualità quanto a tovagliato e complementi d'arredo.
Il padrone di casa è molto gentile, il personale è accogliente, i piatti sono curati e non banali. Lo spazio al chiuso è deliziosamente arredato (lo avevamo già provato ad inizio estate), il dehors deve fare i conti con qualche schiamazzo di troppo, ma siamo comunque in un punto suggestivo del corso. La serata, il cibo e la compagnia ispirano a pensieri positivi e pieni di speranza.
Il fenomeno dei ristorantini sul corso è recente, ma ha attecchito con successo: ormai è tutto un pullulare di dehors, a volte gradevoli a volte un po' troppo ispirati all'OktoberFest.
Il corso è però vivo. Averlo chiuso e riportato all'antico splendore è stato un evento meritorio. Sarebbe il caso di qualificarlo con qualche evento culturale di qualità: ma io dico dico e nulla faccio, visto che le mie energie vanno tutte a finire a Pistoia.
Ricordo con estremo piacere l'esperimento (criticatissimo dai cascinesi tutti) della invasione dei Nevrotici metropolitani di Kurt Laurenz Metzler lungo il corso, tra fine 2007 e inizi 2008: una vera sfida, decisamente di grande impatto e di grandissima qualità.

Il Laocoonte Mercoledì 28 luglio 2010:
In giro per Pisa, prima di andare a Pistoia

Un piccolo obbligo burocratico mi porta a posticipare al pomeriggio il consueto viaggio giornaliero a Pistoia, per andare a depositare la mia firma su un certo modulo a Pisa. La telematica esiste già da tempo, ma purtroppo non tutto ancora si può risolvere comodamente da casa con un clic (mi riferivo al clic della tastiera, non al clic della pistola: cosa avevate pensato...).
E allora faccio ricorso al mio solito metodo di trovare le cose buone anche nelle situazioni meno gradevoli, per farmi un giretto per Pisa: una Pisa che ho in gran parte dimenticato, e che non ho mai amato in modo particolare.
Piazza Dante è molto diversa da quando la frequentavo assiduamente (ho vissuto i miei quattro anni di studentessa universitaria in Normale proprio sul Lungarno Pacinotti): oggi è stata pedonalizzata, non ci sono più le superfetazioni figlie della prima generazione di condoni, la pavimentazione è lodevolmente rinnovata. I colori e i sapori del mercatino che attraverso sono gradevoli, ma niente di simile alla mitica "Sala" di Pistoia. Non c'è che dire: sono una pisana traditrice.
Faccio anche un po' di shopping in qualche negozietto tradizionale sopravvissuto allo tsunami delle cineserie e dei franchising (le cineserie d'occidente) e faccio anche una capatina alla Gipsoteca di arte antica che il Dipartimento di Archeologia dell'Università ha attivato dentro la chiesa di San Paolo all'Orto. Apprezzo in modo particolare il gesso del Laocoonte, ispirato alla celebre scultura della Scuola di Rodi, con il braccio piegato, nella versione che non sarebbe piaciuta a Winkelmann.

La montagna pistoiese Giovedì 29 luglio 2010:
Alla scoperta di Marliana e Sambuca Pistoiese

Il lavoro è lavoro, ma che io mi diverta parecchio, nel fare il lavoro che faccio, è ormai diventata una realtà consolidata.
Oggi pomeriggio partecipo ad un viaggio che mi porta a scoprire due paesi che non avevo mai visitato nella mia vita: Marliana e Sambuca Pistoiese. Scopo del viaggio, fare il punto della situazione sulle locali biblioteche, nell'intento di mettere a punto nuovi progetti di rete che possano sostenerle ed aiutarle a crescere.
La distanza tra i due paesi mi dà un'idea della vastità del territorio provinciale, e delle differenze negli stili di vita e nelle opportunità di accesso alla cultura che possono esserci fuori dalla città.
La Montagna Pistoiese è una zona molto bella dal punto di vista naturalistico: non rovinata dall'antropizzazione selvaggia né abbandonata a se stessa.
Il pomeriggio è stato turbato da un nubifragio che ci ha riportate da Sambuca fino in città, e che poi ha proseguito il suo gentile accompagnamento giusto fino a casa. Alcune strade del centro di Cascina sono sott'acqua, e per arrivare fino a casa ho potuto contare sul fatto che la mia Musetta è decisamente alta.

La botteGaia, Pistoia Venerdì 30 luglio 2010:
Un pranzo piacevole alla BotteGaia e alla sera di nuovo da Cencio!

Oggi è proprio giornata di festeggiamenti in compagnia! Il tempo di lavoro scorre veloce e intenso, ricco di cose da fare, problemi da risolvere, contrattempi a cui far fronte e contatti da tenere vivi. Tutto procede regolarmente, e non ci sono particolari ansie in agguato. Voglio sperare che non sia l'effetto transitorio del cambio di ritmo estivo, ma che sia piuttosto il risultato più solido di una crescente padronanza delle diverse situazioni che mi trovo ad affrontare, giorno dopo giorno. Noto con piacere che il lavoro a Pistoia mi ha regalato, tra i tanti aspetti positivi, anche nuove conoscenze che piano piano si stanno trasformando in amicizie sincere, per la comunanza di intenti, valori e significati che è bello poter condividere.
Con una delle nuove amiche di Pistoia andiamo a pranzo alla BotteGaia, il più rinomato ristorante di Pistoia, proprio al centro della Sala. La cucina è deliziosa: tradizionale ma sfiziosa, genuina ma con quel tocco di ricercatezza che la rende distante anni luce da una comune trattoria di paese.
Anche l'atmosfera è particolare: se non altro per quell'affaccio su piazza del duomo, lato Battistero, che offre una visuale che è poco definire pittoresca. Cucina e conversazione sono oggi un'abbinata vincente: chiacchieriamo, ridiamo, tiriamo fuori vecchi ricordi, condividiamo nuovi sogni, con una sorellanza che è nuova ma sembra aver messo già profonde radici.
Tornata a casa, c'è giusto il tempo per due chiacchiere in famiglia, una carezza a Gatta Franca, ed è già ora di prepararsi per uscire di nuovo. Torniamo all'Osteria da Cencio, assieme a due nostri cari amici, che vogliono festeggiare con noi gli eventi degli ultimi giorni. Mangiamo e beviamo di gusto: il Gewurst Traminer fresco va giù che è una meraviglia, ed il passito di Pantelleria che accompagna il dolce di cioccolato finisce in un lampo.
Per fortuna non devo guidare, e domani l'unico impegno "inderogabile" è quello col mio parrucchiere!
Gli eccessi alimentari, quando non sono continui e quando sono perpetrati con così tanto gusto e divertimento reciproco, secondo me non sono peccati gravi. Sono peccatucci. E quindi mi concedo il perdono immediato, promettendo a me stessa di non raccontare nulla al mio nutrizionista dei due piccolissimi cambiamenti di rotta lungo il percorso della sana, equilibrata e corretta alimentazione.
Domani insalata scondita. Giuro.

Locandina del film Sabato 31 luglio 2010:
Visione del film Irina Palm

Giornata di riposo e contrizione da pentimento (dopo i bagordi di ieri): ma lo spazio per un sorriso bisogna pur lasciarselo.
Così, decidiamo di guardarci "Irina Palm", un film che una mia collega mi aveva vivamente consigliato. Il consiglio è stato buono, perché il plot è curioso e delicatamente controcorrente.
Maggie è una signora di mezz'età con un figlio incapace di prendersi cura della famiglia che ha già messo su. In particolare il figlioletto di lui, nipote di Maggie, soffre di una malattia rara, per la quale è necessario un viaggio della speranza in Australia. Ma dove trovare le seimila sterline per il viaggio e il soggiorno?
Maggie non si perde d'animo e si mette alla ricerca di un lavoro quale che sia, accettando di scendere persino negl inferi della perdizione, pur di racimolare il gruzzolo per il nipotino. Attirata da un annuncio di lavoro scritto in linguaggio ambiguo, si presenta in un sexy shop, dove il proprietario le propone di lavorare come hostess dietro ad un glory hole.
In breve Maggie diventa la più richiesta delle "ragazze": la fama per la sua abilità si spande in tutta Londra, al punto che il proprietario del locale la "brandizza" coniando il nome d'arte di Irina Palm.
Con questo film Sam Garbaski ha diretto una splendida Marianne Faithfull, in grado di incarnare gli ideali della donna forte e capace di superare le proprie ed altrui chiusure mentali, senza mai perdere la propria dignitosa compostezza di donna decisa a tutto pur di di giungere dritta all'obiettivo. Un piccolo capolavoro, che non a caso ha vinto in Italia tutti i più prestigiosi premi come migliore pellicola europea: il Globo D’Oro, il David di Donatello e il Nastro d’Argento. Recensioni diverse.

Copertina del libro Domenica 1 agosto 2010:
Lettura del libro Sposerò Berlusconi di Nicola Cinquetti

Cominciato e finito in un lampo. Merito di uno stile fresco e leggero, di una storia che suscita tenerezza ed allegria. Protagonista è Noè, un quindicenne alle prese con tutte le difficoltà dell'adolescenza, che esplodono miscelandosi con la timidezza e con l'adorazione non corrisposta per una bellissima ma irraggiungibile compagna di classe.
Conquistarla non è facile: lei è alla moda, spigliata, corteggiata da tutti, destinata sempre al successo. E' naturalmente suo il ruolo di Giulietta quando a scuola si organizza la recita del dramma shakespeariano; e il Nostro non potrà certo aspirare a recitare la parte di Romeo per poter catturare la sua attenzione. Così, ascoltata per caso una conversazione nella quale la ragazzina esprime la sua ammirazione per il Presidente del Consiglio, ricco, potente e furbo, Noè si inventa un regalo speciale per lei, che chiamerà in causa Berlusconi in persona. O qualcosa di simile.
Il libro è presentato come rivolto ai ragazzi (Cinquetti è in effetti un insegnante ed un autore per l'infanzia); ma il libro si presta ad essere letto anche dai grandi, magari proprio da coloro che hanno figli adolescenti e vogliono attivare con i propri ragazzi un contatto che non sia meramente "di servizio" ("Hai preso il casco?", "Ancora vuoi dei soldi?").
Recensione di Fuorilegge
Recensione su Mangialibri

Biblioteca San Giorgio Lunedì 2 agosto 2010:
La San Giorgio aperta per ferie fino a mezzanotte

Com'era la storia che i dipendenti pubblici lavorano poco? Oggi la sarabanda comincia di primissimo mattino, per terminare poco prima di mezzanotte, quando i colleghi si muovono a pietà e mi intimano di andarmene a casa, perché ho un'ora di strada da fare, e che strada, con le donnine che di notte fanno le protagoniste assolute della camionabile bientinese.
Invece di chiudere alle sette, come d'ordinanza, siamo rimasti imperterriti con il "tutto aperto" fino alle 24, offrendo a circa 300 pistoiesi l'occasione di trascorrere una serata al fresco, ascoltando la musica della Filarmonica Borgognoni che è venuta ad allietare la serata con alcuni intermezzi musicali nell'antiteatro del bar.
Il pubblico non è certo quello dei compleanni (quando il totalizzatore si è avvicinato a 6000 ingressi), ma non siamo affatto delusi del risultato: questa è la prima delle tre aperture in programma, e speriamo di incrementare le presenze alle prossime aperture del 23 e del 30 agosto.
Ho notato che parecchie persone sono venute ad usare la biblioteca, piuttosto che a fare la classica passeggiata serale: le code ai banconi del prestito nella Galleria Centrale sono state abbastanza frequenti; molte famiglie hanno portato i bambini. Tutti segnali positivi, che lasciano ben sperare nel futuro della San Giorgio e della sua città.

La tovaglia che ho comprato Martedì 3 agosto 2010:
Gli acquisti di ieri per la mia casa

Ieri nel primo pomeriggio, in un intervallo che mi sono presa tra il lavoro del mattino e quello della sera, sono andata a Firenze per un impegno AIB. Sulla strada del ritorno, mi sono fermata da Armando Poggi, uno dei più bei negozi di via Calzaioli, a pochi passi dal Duomo. Il negozio è un vero splendore, offrendo al pubblico più selezionato non già dei semplici casalinghi, ma delle vere e proprie opere d'arte per la casa.
Avevo visto che il negozio vende in esclusiva il tovagliato di Le jacquard français, una marca di altissima qualità che in passato ho avuto modo di acquistare alle Galeries Lafayette Maison di Parigi, testandone l'ottima resa nel tempo.
Così sono entrata a colpo sicuro, e ho fatto immediatamente innamorare la commessa, che ha fiutato subito l'aria di provvigioni in arrivo.
Il colpo è andato presto a buon fine: una tovaglia e due vis-à-vis nelle nuances più vicine al rosa Tiepolo con cui ho fatto recentemente ridipingere le pareti della mia casa.
E' la prima volta che compro dei vis-à-vis: sono certa che riusciranno a valorizzare il bel tavolo della cucina, fatto a mano, con un piano che presenta una lastra di granito nero d'Africa incassato nel legno di ciliegio.
I tovaglioli misurano 60 centimetri di lato: un vero tripudio di stoffa pregiata.
Non ho mai accettato di offrire agli ospiti i tovaglioli di carta, né tanto meno ho l'abitudine di usarli nella quotidianità familiare, giacché non penso che debba esserci differenza tra lo stare bene da soli, lo star bene in famiglia e lo star bene in compagnia.
Quella dei tovaglioli di stoffa è una fissazione che da più parti mi viene rimproverata; è però vero che quando vado in pizzeria o sono ospite in casa d'altri, non faccio mai la schizzinosa e mi adatto senza alcun problema anche ad un pezzo di Scottex ripiegato in quattro.
Ma a casa mia, quando posso prendermi cura di me e degli altri a cui voglio bene, non scendo a compromessi, neanche si trattasse di un pasto frugale. Ammiro il mio acquisto, che ieri sera, stordita dall'ora di rientro a casa, non mi sono certo potuta godere. Mi rendo conto che la mia Visa ieri ha subito un brutto trauma; la devo lasciar riposare per un po', sennò, poverina, rischierà di non riprendersi.
La mia casa, però, aveva diritto ad un regalo con i controfiocchi: ogni tanto si merita una attenzione speciale.

Prato, la fontana di piazza del Comune
La biblioteca Lazzerini di Prato
L'ingresso del Museo del Tessuto
Mercoledì 4 agosto 2010:
Visita a Prato alla Biblioteca Lazzerini e al Museo del Tessuto nella nuova sede della Cimatoria Campolmi

La Biblioteca Lazzerini di Prato ha aperto la nuova sede nello spazio della ex Campolmi lo scorso novembre, e dal giorno dell'inaugurazione, mi vergogno a dirlo, non ho mai trovato il tempo di andarla a visitare. Un vero peccato per me, oltre che uno sgarbo ai colleghi pratesi, che hanno tanto lavorato per questa nuova sede e giustamente si meritano un hip hip hurrà anche da parte mia. Così, già da qualche settimana ho messo in programma questa visita, cogliendo l'occasione di questo agosto un pochino più tranquillo, per lasciare Pistoia e trascorrere la giornata a Prato.
Raggiungo la campolmi dalla stazione ferroviaria di Porta al Serraglio, attraversando a piedi tutto il centro storico: la passeggiata è un vero piacere, perché la temperatura è gradevole ed il centro città è un gioiello. La stazione ferroviaria è vicinissima a piazza del duomo, e da lì sono davvero due passi per raggiungere prima la piazza del Comune, poi piazza San Francesco. Costeggio il Castello dell'imperatore, passo davanti alla vecchia sede della Lazzerini, e da lì il gioco è fatto.
La città è pulita, i negozi sono curati, le persone in giro danno una bella sensazione. Prato è bella: certo, non è bella come Pistoia, ma almeno all'interno della cinta muraria penso che si viva decisamente bene.
Il cortile interno, circondato dalle mura cittadine, è arricchito di alcune interessanti opere d'arte contemporanea (prestiti del Pecci), e c'è anche un baretto in legno che ha il suo perché.
Nella cosiddetta corte delle sculture, riconosco al primo colpo un'opera di Roberto Barni, uno scultore pistoiese molto apprezzato, che ha due sue opere anche alla San Giorgio.
L'ingresso è dalla ex tintoria, il volume sicuramente più suggestivo di tutta la fabbrica: il profilo ogivale, i volumi altissimi e la luce forte creano un bell'effetto.
La biblioteca è silenziosissima: giro volentieri nei diversi ambienti, cercando di catturare l'anima della nuova Lazzerini.
Gli architetti hanno fatto un buon lavoro, tenendo conto dei volumi fortemente condizionati dalla struttura della fabbrica, di cui si è operato un recupero integrale, piuttosto che un rapporto citazionale, come si è fatto con la San Giorgio a Pistoia. La presenza del Museo del tessuto nello stesso complesso ha certamente comportato non pochi sacrifici per gli spazi della biblioteca, che infatti è più piccola della San Giorgio.
Gli spazi sono curati: la segnaletica è di buona qualità, ed apprezzo in modo particolare il cartello sull'orario estivo collocato all'esterno: un ottimo equilibrio tra temporaneità e qualità comunicativa.

Proseguo il mio itinerario visitando il Museo del Tessuto, che si trova sempre all'interno del complesso della Cimatoria Campolmi.
Gli spazi sono molto curati e permettono di farsi un'idea sulle diverse lavorazioni della stoffa. La sezione introduttiva dedicata alle fibre e alle tecniche di lavorazione è didatticamente impeccabile, e permette anche al visitatore più estraneo all'argomento di farsi un'idea su un tema sicuramente non comune.
Lo spazio della grande caldaia Breda, già di per sé emozionante, è valorizzato in questi giorni da un'installazione di arte contemporanea di grande impatto: peccato che l'installazione non sia permanente!
Al piano superiore, la storia della produzione pratese e una innovativa Sezione contemporanea, dedicata alla divulgazione delle principali novità produttive delle aziende pratesi. C'è anche uno spazio per esposizioni temporanee, al momento non utilizzato.
Al piano terra, un ricco bookshop curato da un personale gentilissimo e molto motivato. Compro volentieri un mug con il logo del museo, da aggiungere alla mia collezione personale.
Il museo è un piccolo gioiello, un tributo convincente alla creatività e all'operosità dei pratesi.

Copertina del libro Giovedì 5 agosto 2010:
Lettura del libro "Diario semiserio di una redattrice a progetto" di Sara Lorenzini

Il titolo e la copertina mi avevano fatto pensare ad un libro estivo, appartenente a quella chick lit di qualità medio-bassa che ogni tanto leggo perché mi diverto a mescolare i diversi registri stilistici e mi piace saltabeccare dall’alta alla bassa letteratura. Invece il libro è convincente e tutt’altro che superficiale. Niente di assimilabile al classico romanzetto della giovane precaria che quando è in crisi col fidanzato non la pianta più di parlarne con le amiche del cuore. Gli ingredienti della chick lit però ci sono tutti: le amiche impiccione, il fidanzato che dovrebbe essere per sempre, l’amante per sbaglio, il lavoro precario, una famiglia che dio ce ne scampi e liberi. Per non parlare del telefonino sempre acceso, dei continui sproloqui su Facebook, della ricerca disperata della gonna giusta e della scarpa perfetta. Ma nonostante ciò siamo lontani anni luce, per nostra fortuna, da Bridget Jones e compagnia. Secoli luce lontani, per nostra stra-fortuna, da quelle cretine cosmiche di Sex and the City. Sarà perché l’autrice è italiana, sarà perché magari le è venuta la fissa non tanto di fare soldi facili quanto di provarci a scrivere qualcosa di “profondo”, anche se con spirito lieve. Sarà come sarà, ma il romanzo convince e coinvolge, regalandoci una storia di amicizia e solidarietà tra donne davvero autentica e sincera.
Un gruppo di mutuo soccorso così vorremmo averlo tutte a disposizione, quando gli uomini ci tradiscono, ci abbandonano o semplicemente ci dimostrano di essere ciò che sono, e non ciò che desidereremmo tanto che fossero, nonostante le molte evidenze contrarie.
Un libro estivo, con tanto di lieto fine, che però sbaglieremmo ad inserire nella lista degli usa, getta e dimentica.
Mi fa piacere essermi presa un po' di tempo stasera, dopo una giornata di lavoro davvero molto impegnativa, che sembrava non dovesse finire mai, per completare questa lettura avviata nei giorni scorsi, e portata avanti in velocità grazie alla "occasione" del viaggio in treno di ieri.

buone vacanze! Venerdì 6 agosto 2010:
Ultimo giorno di lavoro prima delle ferie estive: al via la ricarica delle batterie prima della ripresa

Oggi è l’ultimo giorno di lavoro prima di due belle settimane di ferie. In ufficio le cose da fare sono ancora tante, ma col passare delle ore tutti i pezzi del puzzle cominciano ad incastrarsi al loro posto e a comporre il disegno finale. Mail a posto, carte a posto, istruzioni a posto, atti importanti a posto, quello che poteva essere ricalendarizzato è stato ricalendarizzato a fine mese; scrivania linda e pinta, presi un paio di libri da leggere durante le vacanze, baci e abbracci a tutti, e via a casa con la Musa. Cominciamo a tirar fuori le valigie, e a far l’appello di tutto quanto ci servirà in vacanza. Ci siamo quasi!

Locandina del film Sabato 7 agosto 2010:
Visione del film "L'amore ritorna"

Serata prima della partenza dedicata ad uno strepitoso Sergio Rubini, che dirige, oltre a se stesso, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Giovanna Mezzogiorno in una storia "bella" perché capace di offrire un punto di vista inconsueto: quello di un attore all'apice del successo che a causa di un malore è costretto ad uscire di scena e per la prima volta si ritrova spettatore del proprio mondo. In questo mondo ruotano non soltanto i colleghi del cast, tra i quali la nuova fidanzata, ma anche la ex moglie, un vecchio amico d'infanzia, la famiglia d'origine. Giocato anche sul registro fantastico, il film, pur incentrato sulla malattia, si fa leggere come una storia di guarigione e di restituzione: restituire spazio alle ragioni degli altri è un segnale di adultità che ci permette di riconciliarci con il nostro passato anche doloroso, fatto di abbandoni e lacerazioni, e soprattutto con le nostre radici.

Buone ferie! Domenica 8 agosto 2010:
Pronti, attenti... via!

Tutto è pronto per la partenza per la Costiera Amalfitana. Anche "Pensavo peggio" va in vacanza, pronto a ritornare puntuale domenica 22 agosto. Qualche giorno di villeggiatura ad Amalfi e Positano, e a seguire qualche giorno di "tutta casa", all'insegna del più genuino dei relax. Telefonini spenti, orologi lasciati nel cassetto. Finalmente un po' di tempo per noi, un po' di tempo per me.

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Data creazione: 2010-07-11. Data ultimo aggiornamento: 2010-08-15.
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