Pensavo peggio

La vita non è poi così male. Sì, sì, avete ragione: a volte verrebbe voglia di strozzare qualcuno. Ci sono delle giornate in cui tutto, ma proprio tutto, va storto.
Capitano momenti nei quali verrebbe la voglia di mandare a quel paese chi si ha di fronte e partire per qualche località esotica senza lasciare traccia di sé. Le "prove" della vita sono numerose e frequenti: gli esami non finiscono mai, diceva Eduardo. E non esiste, aggiungo io, nessun percorso di studi che ti permetta di conseguire l'abilitazione alla buona vita.
Detto questo, però, io pensavo peggio.
In effetti, mica *tutto* va storto. Mica *tutte* le persone con cui abbiamo a che fare andrebbero strozzate. Mica sempre viene in mente di mollare ogni cosa. Anzi. A volte ci piace proprio fare ciò che facciamo, e non ci cambieremmo con nessun altro.
E anche le cose brutte che ci succedono lasciano ferite che poi si rimarginano. E si riparte, di nuovo, magari verso una direzione diversa da quella che avevamo in mente. Per poi scoprire che in quella zona di biografia in cui non pensavamo di transitare troviamo situazioni interessanti.
Insomma, io pensavo peggio.
Il lavoro è veramente impegnativo, fino a lasciarmi completamente senza energie. Ma mi restituisce avventure straordinarie. Le persone del mio inner circle possono mettere alla prova la mia pazienza e la mia sopportazione, ma non avrei cuore di barattarle con altre.
La A11 è trafficatissima, e io me la devo sorbire tutti i giorni per tornare a casa: ma volete mettere avere un po' di tempo per sé, di perfetta solitudine?
Da queste considerazioni nasce "Pensavo peggio", questo diario delle piccole cose positive che succedono ogni giorno: piccole tracce di inutilità, tempo perso e cincischiamenti che arricchiscono una giornata fortemente segnata dalla presenza di un lavoro che è così straordinario e così amato da avere la pretesa di riempire tutti gli spazi della vita.

"Pensavo peggio" è il catalogo dei giochi e dei divertimenti, una specie di paese dei balocchi a puntate, che ogni giorno arricchisce la mia vita, restituendomi, sia pure a piccole dosi, il senso di ciò che non serve, dopo una giornata piena di "achievement".

"Pensavo peggio" dal 27 agosto 2010 ha cambiato nome: si chiama Bigiù e babà.