Chi sono

La mia formazione

Sono nata a Pisa il 5 marzo 1961 (pesci, ascendente leone: siete avvisati).
Ho vissuto la mia infanzia e la mia giovinezza in una frazione del Comune di Cascina, in provincia di Pisa, a pochi passi dalla casa natale del grande poeta Piero Bigongiari. A Pisa, dopo la maturità classica, ho frequentato tra il 1980 e il 1984 la Classe di lettere della Scuola Normale Superiore e contemporaneamente mi sono laureata in filosofia all'Università di Pisa, con una tesi in storia della scienza, incentrata sulla "Geometria degli Indivisibili" di Bonaventura Cavalieri, allievo di Galileo.
L'esperienza della Scuola Normale Superiore ha profondamente segnato la mia esperienza intellettuale, facendomi maturare un abito mentale e una resistenza alla fatica che oggi considero componenti essenziali di ogni mia riuscita.
Aver potuto usufruire del contatto quotidiano con docenti del calibro di Eugenio Garin, Nicola Badaloni, Remo Bodei, Furio Diaz, Paola Barocchi, è stato un privilegio straordinario per la mia mente e il mio cuore.

Dopo la formazione pisana, non stanca di tanto studio, mi sono iscritta all'Università di Firenze, laureandomi in pedagogia nel 1992 con Leonardo Trisciuzzi, con una tesi in Metodologia e didattica già fortemente segnata dall'esperienza lavorativa.

In questa facoltà, di lì a poco ribattezzata con il nuovo nome Scienze della formazione, ho insegnato come professore a contratto tra il 2003 e il 2013, restituendo alla nuova generazione di studenti una parte della ricchezza che la vecchia Pedagogia ha saputo generosamente regalarmi. Con la riforma del 2013, l'insegnamento di biblioteconomia è stato cancellato e pertanto la mia collaborazione con l'Università si è naturalmente esaurita, anche se - con mio grande piacere - ogni tanto vengo chiamata a tenere qualche lezione di bibioteconomia ai vari master in programma.

 

La mia vita adulta

Ho iniziato a lavorare nel 1988, vincendo un concorso pubblico per bibliotecaria a Impruneta, una splendida cittadina sulle colline del Chianti Fiorentino nella quale ho abitato tra il 1988 e il 1993, e che continuo ad amare ancora oggi.
Nel 1993 mi sono sposata e da Impruneta mi sono trasferita a Cascina, non lontano dalla mia originaria residenza, in un delizioso appartamento con un piccolo giardino, dove ho continuato a vivere felicemente anche dopo la conclusione del mio primo matrimonio, e fino a tutto settembre 2012, quando ho deciso di aggiungere alla mia residenza anche una nuova casa a Pistoia, da usare come domicilio, per evitare di sobbarcarmi tutti i giorni la fatica del viaggio: un appartamento bellissimo, grande e pieno di luce, allegria e speranza per il futuro. Quindi, doppi mobili, doppie bollette, doppio tutto: ma la camionabile di Bientina non è uno scherzo d'inverno, e alzarsi un'ora dopo al mattino vale la pena di qualche spesa in più. Nella casa di Pistoia condivido la mia vita con Antonio: un uomo speciale a cui non dirò mai abbastanza grazie per essere quello che è.

Amo moltissimo gli animali e la musica. In gioventù ho imparato a suonare il pianoforte, ma da grande ho preferito farmi crescere le unghie.
Nel tempo che il lavoro mi lascia libero (pochissimo, per la verità) leggo, aggeggio al computer e navigo in Internet. Me la cavo discretamente con la macchina fotografica, mentre non ho mai ottenuto nessun risultato significativo nei cosiddetti lavori femminili (ma l'impegno è sempre stato scarso, devo riconoscere).

In forza dell'amore viscerale verso Gatta Franca e Gatta Mammona, due gatte bianche e nere che tanta parte hanno avuto nella mia vita, ho imparato a ripudiare l'uso di pellicce e pellami e mi impegno a limitare il consumo di carne fino quasi ad annullarlo. Oggi il loro ricordo è ancora molto vivo, anche se le attenzioni da "mamma umana" sono per le piccole Pallina e Ginger, due gatte rosse gemelle che hanno allargato la famiglia a partire da giugno 2014.
Ho sviluppato alcuni comportamenti virtuosi, come ad esempio riciclare la carta, il vetro, le lattine, la plastica.
Penso sia bene non sprecare le risorse naturali e faccio il possibile per non rovinare l'ambiente, a partire dalle piccole cose quotidiane.
Vorrei che le nostre città fossero pulite e curate: non si tratterebbe di un sogno impossibile, se solo ciascuno di noi pensasse alla città come ad uno spazio che gli appartiene.

 

In my fifties

La maturità mi ha consigliato di abbandonare alcuni "eccessi" consumistici che hanno fortemente caratterizzato la mia gioventù, come l'acquisto di automobili di grossa cilindrata e la disponibilità di un numero di abiti, scarpe, gioielli e accessori capace di fare invidia ad una boutique di medie dimensioni.
Col tempo ho teso a diminuire le quantità di "tutto", attestandomi su comportamenti maggiormente orientati alla sobrietà e alla leggerezza dell'impronta ecologica, consolidando la profonda convinzione che il mio senso di compiutezza non avrebbe tratto giovamento dalla quantità dei cavalli vapore della mia auto o dal numero di borse conservate nell'armadio.
Devo ammettere, però, di non essere completamente indifferente alle seduzioni dello shopping: di frequente mi lascio andare agli acquisti di libri e musica (che poi regalo alla biblioteca!), e anche durante le vacanze estive allento un po' le briglie del controllo, non facendomi eccessivi scrupoli davanti a perfette inutilità di cui mi innamoro all'istante.
A parte le poche eccezioni del genere, riconosco di avere maturato una convinta attenzione al downshifting: una attenzione che, se è nata in una fase in cui sono stata chiamata a maggiori attenzioni alle spese, si è però insediata appieno tra i miei valori anche quando ho avuto la fortunata possibilità di cancellare dal mio orizzonte il problema di controllare l'ammontare del conto corrente.
Oggi mi ritrovo a tenere comportamenti da downshifter, nella consapevolezza che il rifiuto dello spreco e dell'eccesso faccia bene non soltanto al mio portafoglio (che per fortuna non pretende sacrifici) ma anche e soprattutto alla mia anima.
Unica eccezione, le spese per il DIY: carte, cartoncini, perline, washi tape, decorazioni varie, fustelle, gomma crepla e tutte le altre munizioni adatte ad una vera e propria guerrigliera dello scrapbooking. Su questo fronte, le spese sono pazze, ma gioiosissime.

 

I miei gusti

Per molti anni ho sostenuto che la mia scrittrice italiana preferita fosse Rossana Campo; ultimamente però mi sto ricredendo, e sono alla ricerca di un nuovo "mito"; tra gli scrittori italiani più affermati, ho un debole per Giuseppe Culicchia; tra i giovani, ho un amore completo e totale per Emiliano Gucci, che considero una delle migliori speranze della narrativa italiana di domani.
Il mio libro del cuore è però La parete di Marlene Haushofer: libro che non declasso da quasi vent'anni, a riprova del suo straordinario significato per me.
Nella mia biblioteca personale ci sono libri per ogni momento: quando sono in vena di riflessione, scelgo di rileggere i libri di Catherine Dunne; quando prevale l'allegria, non disdegno di perdere tempo con la saga infinita della Kinsella.
Chi frequenta la mia casa nota la prevalenza assoluta di libri scritti da donne; qualcosa vuol dire, ma non so esattamente che cosa.

Il mio film preferito è Yentl, che avrò visto circa quaranta volte, arrivando ad imparare a memoria tutte le parole delle canzoni. Sono una fan di Barbra Streisand ma apprezzo molto anche le grandi interpreti del jazz Sarah Vaughan, Anita O'Day, Carmen Mac Rae; tra gli interpreti contemporanei apprezzo molto Diana Krall e Seal. Adoro la musica di Cole Porter e dei Gershwin.
Folon è il pittore che fa più vibrare le mie corde. Ma apprezzo molto anche Magritte, Klee e Kandinskij.

Nel 1985 sono stata eletta Consigliere Comunale a Càscina. Tra il 1985 e il 1988 ho ricoperto la carica di Assessore alla Cultura. Dopo il 1990 non ho più ricoperto cariche politiche, ritenendo più efficace (e meno faticoso) riversare il mio impegno politico nell'attività professionale.
Sono molto orgogliosa del mio ruolo di dipendente pubblico, e mi considero una privilegiata nel poter svolgere ogni giorno il lavoro che giudico in assoluto il più gratificante e straordinario del mondo. Anche quando risulta davvero faticoso e sfidante.

Mi interesso al tema della doppia presenza delle donne a casa e sul lavoro; attorno al tema del "time management" ho raccolto una considerevole mole di studi e materiali italiani e stranieri, che cerco testardamente di applicare, ma che non mi sono stati ancora utili a trasformare una giornata di 24 ore in una di 48. Ci sto provando, però.

Già da qualche anno provo una sincera passione nei confronti del tema della semplificazione: non solo quella amministrativa, da mettere in pratica sul lavoro, ma anche quella relativa alla vita di tutti i giorni, negli spazi domestici così come in quelli mentali. Ho scoperto che il passato, anche quello legato ad esperienze positive e gratificanti, può pesare sul presente con un eccessivo carico di oggetti: è dunque necessario, ogni tanto, alleggerirsi di quelle cose che non servono più, ma che possono trovare comunque un loro spazio nei ricordi e nei pensieri.
È anche così che ho fatto spazio nella mia casa e nella mia vita per far circolare nuove energie, far entrare aria nuova, permettere al futuro di essere accolto con l'attenzione che merita.
Perché di futuro davanti ce n'è ancora tanto, e le avventure sono tutt'altro che finite.

 

Il recente passato

Per quanto io sia stata finora felice e fortunata, mi ritrovo a scoprire che una parte di bello è già arrivata, e qualcosa di nuovo è già in cammino.
Dopo un lungo periodo di vita adulta caratterizzato dalla continuità e dalle aggiunte serene di novità, ho fatto i conti con le cesure e le ripartenze ex novo, cimentandomi con importanti sfide personali, che mi hanno resa più consapevole e saggia (si dice così quando si diventa vecchi).
Tra il 2008 e il 2012 mi sono cimentata con due importanti novità professionali che si sono concluse positivamente, arricchendomi di un bagaglio di esperienza prezioso: l'elezione al Comitato Esecutivo Regionale dell'Associazione italiana biblioteche, di cui sono stata nominata presidente tra aprile 2008 e maggio 2011, e la vittoria della selezione pubblica per il posto di Dirigente del Servizio Biblioteche e attività culturali del Comune di Pistoia, raggiungendo l'obiettivo di dirigere, tra l'altro, la fantastica Biblioteca San Giorgio ospitata negli spazi delle ex officine Breda, nel centro di Pistoia.
Il posto messo a concorso era a tempo determinato: 3 anni trascorsi in un lampo, poi divenuti 4, grazie all'ottimo rapporto instaurato con l'Amministrazione. L'esperienza però era destinata naturalmente a concludersi, ma il legame che si è venuto a creare tra me e Pistoia non si è per fortuna spezzato. Anzi, tutto al contrario, ho avuto la possibilità - grazie all'intesa maturata con il mio precedente datore di lavoro, il Comune di Empoli - di poter trasferire la mia precedente posizione professionale da Empoli a Pistoia, recuperando il mio status di lavoratrice a tempo indeterminato. Perché il tempo a volte sa fare un buon lavoro.

 

Oggi verso domani

Tante cose belle sono successe nella mia vita, e tante altre sono destinate a succedere da oggi in poi. Gran parte dei risultati che ho conseguito in questi ultimi anni sono stati possibili anche grazie al raggiungimento di un nuovo e fortunato equilibrio personale, realizzato con il sostegno di persone straordinarie, che mi hanno permesso di sviluppare una nuova forza e a tutt'oggi sono assolutamente convinte che io sia una persona speciale. A loro va il mio grazie, assieme al mio amore e alla mia devozione.
Nel cantiere della mia biografia sono al lavoro tante energie focalizzate verso nuovi traguardi personali e familiari: il lavoro da fare è ancora tanto, ma mi basta visualizzare il risultato finale per trovare ogni giorno le energie per proseguire il cammino intrapreso.

Il tempo che passa lascia sedimentare i ricordi belli e quelli brutti, imparando ad essere un alleato squisito e un amico fedele.
Per lasciare traccia di questi ricordi, dal 12 giugno 2010 ho deciso di scrivere Bigiù e babà, un diario delle piccole cose in cui fissare qualche appunto su ciò che mi ha incuriosito, commosso e divertito. Tutte cose non importanti, ma spesso capaci di rafforzare la fede nel futuro. Una fede, credetemi, veramente messa a dura prova dalla quotidianità (guardatevi un po' intorno, e poi ditemi se non ho ragione).