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21 Agosto 2012

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La settimana di vacanza in Calabria è finita, ed  è arrivato il momento di rientrare a casa. Alle sei del mattino in centro a Reggio il termometro segna 28 gradi: meglio affrettarsi a partire, prima che il caldo si faccia sentire troppo. Allunghiamo però il tragitto fino al lungo mare, per dare un'ultima occhiata a quella distesa di azzurro nella quale ci siamo immersi in questi giorni, dando un gran daffare alla melanina contenuta nelle nostre cellule.

Il viaggio da Reggio Calabria a Cascina dura all'incirca 10 ore: oltre mille chilometri, con la parte più critica rappresentata dalla Salerno-Reggio Calabria, un'autostrada che fa i conti da sempre con qualche cantiere aperto di troppo. Il viaggio si svolge però in modo molto tranquillo: il traffico c'è ma non crea il minimo problema. Ci alterniamo alla guida (nel senso che Antonio guida e io dormo nel 90% del tempo, e per il restante 10% io guido e chiedo ad Antonio che controlli se devo svoltare da qualche parte o andare sempre a diritto), fermandoci solo per i caffè e le pipì di rito.

Alle quattro e mezzo siamo a casa, dove troviamo Gatta Franca pronta ad accoglierci con un surplus di miagolii di benvenuto e di rimprovero: mi avete lasciata a casa mentre voi eravate da qualche parte al di là della sbarra (sapete, per Gatta Franca il mondo finisce al di là della sbarra che delimita la proprietà del condominio, un po' come erano le colonne d'Ercole per gli antichi, e non sa che cosa c'è al di là).

Scaricare la povera Musa, trasformata per l'occasione in un TIR di Bartolini, è un'impresa impegnativa: abbiamo una quantità enorme di "roba extra-calorica" da distribuire a familiari e amici toscani, preparata dalla mamma di Antonio o comprata in qualche negozio specializzato di Reggio: dolci, nduja, salami stratosfericamente buoni. Noi giuriamo e spergiuriamo che non assaggeremo nemmeno un pezzettino di tutto quel bendiddio, giacché dobbiamo scontare i peccati della settimana più calorica della nostra vita.