Let's job 2

01 Dicembre 2013

Let's job 2

Durissima alzarsi presto di domenica, ma ne vale la pena: alla Biblioteca San Giorgio c’è la seconda parte di Let’s job, il seminario che da ieri chiama giovani e meno giovani a riflettere sul tema del lavoro che non c'è, e che dev'essere creato - più che essere cercato.

La mattinata si preannuncia densa di contenuti: si parte con un video, nel quale i Piloti del caos raccontano la loro storia. Una storia di volontariato, impegno, divertimento, fermate e ripartenze che ha permesso a un gruppo di ragazzi pistoiesi di "diventare grandi" assieme con il Comune, provando a uscire dalla consueta logica del prendere per scegliere quella del dare.

Come ebbe a dire John F. Kennedy nel famoso Inaugural Address del 20 gennaio 1961, Ask not what the country can do for you, ask what you can do for the country.

I nostri Piloti non sono diventati presidenti degli Stati Uniti, o almeno non ancora, ma qualcosa di importante l'hanno fatto: proprio a partire da quella esperienza è nata Lotrek, una agenzia di co-working che sta dando lavoro a 8 giovani. E scusate se è poco.

L'anima di Lotrek è Filippo Gruni, un giovane molto promettente: suo, tempo addietro, un corso sul personal branding che oggi riprende in versione ristretta, offrendo un sunto delle principali regole su come costruire la propria immagine on line.

Le regole sono tanto semplici quanto spesso disattese: come quelle che impongono di abbandonare gli indirizzi di posta che sono perfetti quando si ha 15 anni, tipo trottolino.amoroso@hotmail.com, ma che non fanno uno splendido effetto quando gli anni sono diventati 30 e si vuol far passare di noi stessi una immagine un filino più affidabile.

O come quelle che impongono di NON postare su facebook foto compromettenti o quanto meno non in linea con l'idea che vogliamo dare di noi al nostro futuro datore di lavoro. Pessima mossa pubblicare un post del genere: "Ehi ragazzi, oggi ho un colloquio di lavoro in un posto pallosissimo, se mi prendono giuro che non farò nulla dalla mattina alla sera", visto che le aziende googlano sempre più spesso il nome dei candidati, e sbirciano nella loro "vita virtuale".

Estremamente convincente l'approccio di Filippo al personal branding: niente palle da vendere, solo una storia da raccontare. L'esempio che Filippo porta è di quelli che lasciano senza fiato: Berlusconi ha saputo costruire una storia e l'ha raccontata mille volte. Lui è da solo a combattere contro tutti, i cattivi gli fanno del male, ma lui resiste, lui soffre tanto perché ha tanti cattivi che gli vogliono fare del male, ma ce la farà e ritornerà. E così ritorna, e i cattivi perdono, mentre lui vince. Tutti sono entrati in questa storia, amici e nemici: e perciò lui ha vinto.

Davvero una bella mattinata, che prosegue con altri interventi di giovani che ce l'hanno fatta o ci stanno provando: tante "risorse" che sarebbe un peccato dover vedere allontanarsi, alla volta di terre lontane. Ce la faremo a trattenerli? Speriamo. Noi ci proviamo anche con YouLab.